Scomparsa da 10 giorni, Federica trovata senza vita e sotterrata nell’azienda del marito

L’uomo fermato e portato in carcere

Dopo 10 giorni di ricerche è stata trovata Federica Torzullo. E, come ormai ci si aspettava, è stata trovata morta, sotterrata in un terreno adiacente all’azienda del marito, ora fermato con l’accusa di omicidio dopo essere stato da subito indagato. Già sabato le tracce di sangue trovate ovunque all’interno della villetta di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, dove i coniugi abitavano insieme al figlio di 10 anni, sugli abiti da lavoro del marito, all’interno della sua auto e sul mezzo meccanico presente nell’azienda di cui è titolare, delineavano il quadro dell’ennesimo femminicidio.

I gravi indizi raccolti dai carabinieri di Anguillara Sabazia e del nucleo investigativo dei carabinieri di Ostia, coadiuvati dal Ris di Roma, puntavano ormai su Claudio Agostino Carlomagno, marito della 41enne scomparsa dall’8 gennaio. Ieri mattina è stato prelevato dai militari dell’Arma e portato in caserma, mentre nel terreno a due passi dalla sua ditta era stato trovato il cadavere di una donna. Le ricerche si erano concentrate in un determinato punto e quando i carabinieri hanno visto fuoriuscire dalla terra una mano hanno fermato le operazioni e chiamato gli specialisti del Ris per i rilievi tecnico-scientifici. Solo nel pomeriggio è arrivata la conferma che si trattava di Federica Terzullo, riconosciuta dagli indumenti e altri oggetti che aveva addosso.

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Il riconoscimento formale verrà fatto all’Istituto di medicina legale della Sapienza a Roma dove il cadavere è stato portato dalla polizia mortuaria. Lì sarà eseguita anche l’autopsia.

Un quadro indiziario pesante

Claudio Agostino Carlomagno è stato trattenuto a lungo in caserma dei carabinieri di Anguillara, in serata è stato trasferito i carcere. «Da quello che so, il suo intento era di presentarsi in caserma ma è stato fermato prima», ha spiegato l’avvocato Andrea Miroli, difensore dell’uomo. Proprio sabato il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori che coordina le indagini aveva rivolto un appello al responsabile perché collaborasse. Le poche dichiarazioni fatte dall’uomo non avevano chiarito i contorni della vicenda ed erano apparse contraddittorie agli investigatori. Il quadro indiziario era però ormai pesante e ieri è arrivata la stretta.

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Gli accertamenti svolti hanno portato a repertare «tracce ematiche dappertutto», a partire dalla villetta dove la coppia viveva e dove probabilmente è avvenuto il femminicidio, forse già l’8 gennaio, quando si sono perse le tracce della donna. Visionando il sistema di videosorveglianza a presidio anche della villetta della famiglia si vede che Federica non esce di casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e, in attesa degli esiti degli esami tecnici in corso, la sua utenza cellulare non registra movimenti fuori dell’abitazione. Il marito, invece, esce di casa l’indomani intorno alle 7,30 per andare a lavoro. Da casa non mancherebbe nulla, salvo borsa e cellulare. L’uomo avrebbe provveduto a nascondere il cadavere nel terreno vicino alla sua ditta che opera nel movimento terra. Questo spiegherebbe le macchie di sangue sulla sua tuta da lavoro, sull’auto e su un mezzo meccanico presente in azienda.

Il movente

Resta da chiarire il movente e se non ci sia stato il coinvolgimento di altre persone. L’esame del Dna sui reperti trovati, insieme all’autopsia sul corpo della donna, contribuiranno a dare le risposte che ancora mancano. L’ascolto di amici e testimoni avrebbe portato a conferme sul fatto che la coppia fosse in crisi e che i due avevano avviato la separazione pur continuando a vivere sotto lo stesso tetto.

«Con il marito erano una coppia bellissima – raccontava nei giorni scorsi ai microfoni di Dentro la notizia, Siria cugina della donna – sembravano molto legati e non so se avesse una relazione con un’altra donna. Spero di ritrovare il suo sorriso». Una speranza che si è persa per sempre.

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