Lucio Corsi: il cantautore che abita le fiabe urbane

L’artista protagonista di un mondo musicale ‘fuori rotta’

Lucio Corsi, nato a Grosseto nel 1993 e cresciuto nella campagna di Vetulonia, porta con sé un immaginario profondamente legato alla Maremma e alla creatività della sua famiglia: la madre, Nicoletta Rabiti, è pittrice amatoriale e lavora in un ristorante della zona, mentre il padre, Marco Corsi, ha attraversato mestieri diversi, dall’operatore Rai all’artigiano del cuoio.

La sua vocazione musicale nasce da bambino grazie a «The Blues Brothers» e lo spinge presto a comporre e a esibirsi nei locali grossetani dal 2011. Dopo una fase iniziale influenzata dal rock progressivo dei Genesis di Peter Gabriel, si orienta verso un cantautorato personale ispirato da Flavio Giurato e Ivan Graziani. Conclusi gli studi al liceo scientifico «Guglielmo Marconi», si trasferisce a Milano per dedicarsi alla musica, vivendo tra Naviglio Pavese, via Ripamonti e Niguarda, dove inizia a costruire il suo percorso artistico.

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I primi EP e le collaborazioni chiave

Nei suoi primi mesi a Milano, Lucio Corsi trova spazio nella vivace scena indipendente collaborando con l’artista anglo-italiano Frederikk all’interno del progetto «Miaosatelliti», legato all’etichetta veronese Marjucha Sound. Il 2014 segna l’inizio concreto del suo percorso discografico: il 29 aprile pubblica l’EP «Vetulonia Dakar», mentre in estate approda su due palchi di rilievo, il «MI AMI Festival», dove propone il brano «Le api», e la serata conclusiva del «Festambiente», aprendo il concerto degli Stadio.

In questi anni Corsi consolida la propria identità artistica grazie a due incontri chiave: Federico Dragogna, che produce «Altalena Boy», e Matteo Zanobini, che lo porta in Picicca Dischi. Con l’etichetta, e tramite la distribuzione Sony, nel 2015 pubblica «Altalena Boy/Vetulonia Dakar», raccolta che unisce i suoi primi due EP e conquista la critica per l’immaginario glam e cinematografico. Nel 2016 continua a sperimentare partecipando al progetto «Kahbum» e collaborando con Margherita Vicario al brano «Il cuore va nell’organico».

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Dal «Bestiario musicale» alle passerelle: l’ascesa di Lucio Corsi

Nel 2017 Lucio Corsi pubblica con Picicca Dischi il suo primo album in studio, «Bestiario musicale», un progetto onirico composto da otto brani dedicati agli animali della Maremma. Nello stesso anno apre i tour teatrali di Baustelle e Brunori Sas, instaurando un forte legame con Francesco Bianconi, e attira l’attenzione di Gucci, che lo coinvolge nella campagna «Cruise 2018», nella sfilata a Palazzo Pitti e nel progetto fotografico «Roman Rhapsody».

Parallelamente entra tra gli otto finalisti di «Musicultura», si esibisce allo Sferisterio di Macerata con «Altalena Boy» e riceve il «Premio MEI» come miglior artista emergente. Nel 2018 partecipa alle due tappe di «When Mediterranean Meets the Gulf. Words and Notes» ad Abu Dhabi e Al Kuwait insieme ad altri artisti italiani, in un evento sostenuto dall’Ambasciata d’Italia e dal Ministero degli Esteri.

Gli album della conferma artistica

A partire dal 2019 Lucio Corsi inaugura una nuova fase del suo percorso firmando con Sugar Music e pubblicando il singolo «Cosa faremo da grandi?», che anticipa l’album omonimo, uscito nel gennaio 2020 insieme al brano «Freccia Bianca». Il disco, prodotto da Francesco Bianconi e Antonio Cupertino, viene accompagnato da un cortometraggio realizzato con il regista Tommaso Ottomano, da cui vengono tratte anche le clip dei singoli.

Nell’autunno 2020 Corsi entra nel cast fisso del programma «L’assedio» di Daria Bignardi su Nove, affiancato dalla sua band. L’anno successivo, dopo l’esibizione al «Tenco Ascolta» di Piombino, viene invitato al «Premio Tenco», distinguendosi come uno dei partecipanti più giovani.

Il 2023 segna un nuovo capitolo con l’uscita del suo terzo album, «La gente che sogna», seguito da un tour estivo inaugurato a Perugia. Il 17 giugno apre il concerto degli Who al «Firenze Rocks», mentre in autunno avvia la tournée invernale da Brescia, dove riceve la targa «Musica da bere». Nello stesso periodo viene premiato anche al «MEI» di Faenza come «miglior artista indipendente dell’anno».

Dal set alla Riviera, l’anno della consacrazione

Nel novembre 2024 Lucio Corsi torna sulle scene con il singolo «Tu sei il mattino», scelto per la terza stagione della serie «Vita da Carlo» di Carlo Verdone, dove compare anche in un cameo interpretando se stesso. Pochi mesi più tardi, nel febbraio 2025, debutta ufficialmente al «75º Festival di Sanremo» con «Volevo essere un duro», brano che ottiene un grande riscontro: entra al terzo posto nella Top Singoli e conquista la certificazione di platino.

Nella serata dedicata alle cover, il 14 febbraio, porta sul palco una versione inedita di «Nel blu, dipinto di blu» insieme a Topo Gigio, che diventa così il primo personaggio non umano a gareggiare sul palco dell’Ariston. La performance si piazza seconda nella classifica delle cover. Al termine del Festival, Corsi chiude la competizione al secondo posto, subito dietro «Balorda nostalgia» di Olly, e riceve il prestigioso Premio della Critica «Mia Martini».

L’Eurovision e un «film-concerto»

Con la rinuncia di Olly, vincitore del 75º Festival di Sanremo, la Rai sceglie Lucio Corsi come rappresentante italiano all’Eurovision 2025, dove conquista un quinto posto con 256 punti. Nello stesso periodo pubblica il suo quarto album, «Volevo essere un duro», che debutta al numero uno della classifica FIMI e ottiene il disco d’oro.

Nel 2025 escono anche il singolo «Situazione complicata» e il suo debutto nel doppiaggio con il film Disney «Elio». A luglio Corsi vince due Targhe Tenco, per miglior canzone e miglior album. Il concerto all’Abbazia di San Galgano diventa sia un album live sia un film-concerto diretto da Tommaso Ottomano, distribuito al cinema e poi su RaiPlay.

Il brano scelto: La ragazza trasparente

La ragazza trasparente racconta una persona che si è allontanata al punto da diventare irraggiungibile. La «trasparenza» è la metafora di un legame che si dissolve: lei cambia, sfuma, e chi la cerca resta sospeso tra ricordo e smarrimento.

È da un po’ che non la vedo
La ragazza trasparente
Chissà che cielo la lascia
Chissà che terra la regge
Mi hanno detto che ora vive in un palazzo
E che ha rinchiuso la campagna in un parco
Dormo più che posso per pensare ad altro
E mi hanno detto che ora passa la notte
Dentro una torre di luce che cade
Dai lampioni alle strade

Dato che è trasparente può esser tutto
Anche una notte d’estate
Baciata dalla sorte
Dimmi se le mani te le stringo troppo forte
Dato che è trasparente io la ritrovo nella musica
O nella forma di una nuvola

È da un po’ che non la vedo
È diventata un fantasma
Chi lo sa se la vita le sorride ancora
O se addirittura nemmeno la guarda
L’hanno vista scendere sotto l’asfalto
E dalle scale farsi portare in alto
Io che inseguo lei e che non seguo il calcio
Andare a fondo nelle metropolitane
Come rimedio alla mancanza del mare
Del sale nelle fontane

Dato che è trasparente può esser tutto
Anche una notte d’estate
Baciata dalla sorte
Dimmi se le mani te le stringo troppo forte
Dato che è trasparente io la ritrovo nella musica
O nella forma di una nuvola

Setaro

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