Tragedia di Crans-Montana, 40 vittime: deceduto anche un campione di golf italiano

Emanuele Galeppini aveva solo 17 anni

Poco dopo l’una e mezza del primo gennaio, una violenta esplosione seguita da un incendio ha sconvolto Crans-Montana, trasformando una festa di fine anno in una strage con decine di vittime. La tragedia si è consumata all’interno del bar «Le Constellation», noto punto di riferimento per l’après-ski e la vita notturna della località sciistica svizzera. Il rogo è scoppiato intorno alle 1:30 mentre nel locale era in corso una festa di Capodanno affollata. Le fiamme si sono propagate in maniera rapidissima, culminando in una deflagrazione che ha devastato il seminterrato e reso estremamente difficili i soccorsi.

Secondo il bilancio fornito dalle autorità del Canton Vallese, le vittime sono circa 40, mentre i feriti sono 119, molti dei quali versano in condizioni gravi a causa di ustioni estese. A confermare i dati è stato il capo della polizia cantonale, Frederic Gisler, che ha spiegato come tra i morti vi siano numerosi giovani e molti cittadini stranieri. L’area dell’incidente è stata immediatamente isolata e le operazioni di identificazione delle vittime richiederanno diversi giorni.

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La morte del giovane italiano Emanuele Galeppini

Tra i deceduti figura anche un cittadino italiano. La Federazione Italiana Golf ha annunciato sui social la morte di Emanuele Galeppini, 17 anni, che si trovava nel locale al momento dell’incendio. «La Federazione Italiana Golf piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori». Il riconoscimento del ragazzo è stato possibile grazie al ritrovamento del suo telefono cellulare all’interno del bar.

Gli altri italiani coinvolti

Un aggiornamento sulla presenza di connazionali coinvolti nella sciagura è arrivato anche dalla Farnesina. Il ministero degli Esteri ha comunicato che le segnalazioni complessive riguardano 19 italiani: tre pazienti sono stati trasferiti in Italia e ricoverati all’ospedale Niguarda; dieci risultano ospedalizzati in Svizzera, di cui per due non vi è ancora certezza sulle condizioni cliniche e sulla struttura di degenza; sei persone risultano disperse e al momento non sono disponibili informazioni sul loro stato. Alla data dell’ultimo aggiornamento, restavano inoltre cinque vittime ancora da identificare, di nazionalità non nota, mentre il numero totale dei morti è stato confermato in 47.

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Le indagini e l’esclusione del dolo

Sulle cause dell’incendio sono in corso indagini approfondite. Le autorità svizzere hanno escluso l’ipotesi del dolo, chiarendo che non si è trattato di un’esplosione volontaria. Non risultano arresti né sospettati. Secondo quanto riferito dalla procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, l’ipotesi principale è quella di un incendio esteso che avrebbe innescato la deflagrazione.

Le testimonianze e la dinamica del rogo

Alcuni testimoni hanno raccontato che le fiamme si sarebbero diffuse nel giro di pochi secondi, forse dopo che una candela o un fuoco artificiale posizionato su una bottiglia di champagne ha raggiunto il soffitto del locale. L’arredamento, composto in larga parte da materiali altamente infiammabili, avrebbe favorito la rapidissima propagazione del fuoco. Le scale strette e le vie di fuga limitate presenti nel seminterrato avrebbero ulteriormente complicato l’evacuazione, mentre diverse persone avrebbero tentato di rompere le finestre per mettersi in salvo.

I dubbi sulle misure di sicurezza e l’ipotesi flashover

Rimangono da chiarire aspetti fondamentali legati al rispetto delle norme di sicurezza, tra cui la presenza e l’adeguatezza delle uscite di emergenza. La stessa Pilloud ha sottolineato come la scala che conduceva al seminterrato fosse particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver inciso in modo determinante sulla difficoltà di fuga.

Le autorità parlano inoltre della possibile dinamica di un flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio inizialmente circoscritto si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato. In questi casi le temperature raggiungono livelli altissimi e i materiali presenti prendono fuoco simultaneamente, rendendo la sopravvivenza quasi impossibile e aumentando in modo significativo il rischio anche per i soccorritori.

Le criticità del locale e l’assistenza alle famiglie

Nonostante Le Constellation fosse considerato un locale molto frequentato e apprezzato, alcune recensioni online segnalavano già criticità sul piano della sicurezza, come la presenza di una sola via di accesso e di fuga nel seminterrato e un arredamento ricco di elementi in legno. Tra le persone coinvolte vi sono anche diversi italiani e, a seguito della tragedia, le autorità del nostro Paese hanno attivato una task force e una help line dedicate per assistere le famiglie e facilitare i contatti e l’accesso alle informazioni sui connazionali.

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