Musumeci firma il decreto per la mobilitazione della Protezione civile
Dopo la tragedia del bar «Le Constellation» di Crans-Montana, l’Italia ha messo in campo una risposta istituzionale immediata, offrendo collaborazione investigativa, sanitaria e operativa alla Svizzera. Le verifiche sull’accaduto sono appena partite e mirano a chiarire le responsabilità del rogo divampato nella notte di Capodanno all’interno del locale nella località turistica del Canton Vallese. A fare il punto è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente sul posto, che ha riferito dell’avanzamento delle attività istruttorie. «L’inchiesta è in corso. Ci sono state già decine di interrogatori con l’obiettivo di accertare la responsabilità» dell’incendio, ha dichiarato ai giornalisti.
Il ministro ha spiegato di aver affrontato la questione fin dal primo contatto con le autorità giudiziarie elvetiche. «È stata la prima cosa che ho chiesto al procuratore generale» della Svizzera, ha precisato, sottolineando il clima di cooperazione tra i due Paesi. Secondo Tajani, la collaborazione avviata è «molto positiva».
Nel corso delle sue dichiarazioni, il titolare della Farnesina si è soffermato anche su una possibile dinamica del disastro. «L’uso di fuochi d’artificio nel locale, per quanto piccoli, non mi sembra una scelta responsabile», ha affermato, richiamando l’attenzione su un aspetto che resta al vaglio degli inquirenti.
La disponibilità sanitaria dell’Italia
Parallelamente agli accertamenti, è stato confermato l’impegno italiano sul fronte dell’assistenza ai feriti. «Abbiamo dato massima disponibilità» ad «accogliere anche feriti non italiani nel sistema ospedaliero italiano» dopo la strage di Crans-Montana, ha ribadito Tajani. Il ministro ha spiegato di aver rinnovato alle autorità locali «la massima disponibilità italiana a collaborare con la Svizzera sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista di Polizia, sia dal punto di vista della Protezione Civile». «Siamo qui a ribadire il nostro impegno», ha aggiunto, chiarendo la volontà di garantire un sostegno concreto alle operazioni in corso.
Il decreto per la Protezione civile
A rafforzare l’intervento è arrivata anche l’attivazione formale del Servizio nazionale della Protezione civile. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha annunciato la firma del provvedimento. «Ho appena firmato il decreto per disporre lo stato di mobilitazione del Servizio nazionale della Protezione civile per intervenire in Svizzera», ha reso noto.
Musumeci ha spiegato che «il provvedimento si è reso necessario a seguito del gravissimo incendio che nella notte di Capodanno si è sviluppato in un locale notturno situato nella località turistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese». La richiesta di intervento, ha precisato, è arrivata dalla Confederazione elvetica tramite il ministero degli Affari Esteri italiano.
Con la firma del decreto, ha aggiunto il ministro, «consentiamo al Dipartimento nazionale di assicurare il coordinamento dell’intervento delle strutture della protezione civile, a supporto delle autorità svizzere». L’assistenza riguarda in particolare «le operazioni di valutazione medica, di evacuazione dei feriti ustionati e di contrasto degli eventi estremi», ha concluso.




