Daniele Ciniglio si racconta: «O lo faccio, o muore il piccolo sognatore dentro di me»

Il comico a ilSud24.it: «Vorrei fare un film, che non duri due minuti»

«A un certo punto ho capito che o mi mettevo in gioco, o avrei fatto morire il piccolo sognatore che avevo dentro». È con questa frase che Daniele Ciniglio riassume l’inizio della sua carriera: un percorso nato dal desiderio fortissimo di raccontare storie, cresciuto nella timidezza di un ragazzo di provincia e sbocciato grazie al coraggio di provarci comunque.

In un’intervista a ilSud24.it, il comico ripercorre il suo viaggio artistico, partito dai primi video caricati su Facebook e YouTube e poi esploso su TikTok e Instagram, dove oggi è uno dei creator più riconoscibili della comicità contemporanea.

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Dai primi video all’esplosione social di Daniele Ciniglio

Ciniglio racconta che la sua passione nasce prestissimo: a 15-16 anni frequenta accademie e laboratori di recitazione, sognando di diventare attore. «Siccome nessuno mi dava spazio e la possibilità di esprimermi, me la sono dato da solo», spiega. A 18 anni gira i suoi primi video su YouTube: pieni di ingenuità e inesattezze, certo, ma fondamentali. «È stato il momento in cui mi sono sbloccato. Prima avevo timore di mostrarmi, poi non ho più smesso».

Una partenza che avviene in un’epoca completamente diversa: niente Instagram, niente TikTok, niente stories. «Farsi vedere sul web non era normalizzato. Io venivo da un paesino, ero l’unico a farlo, sentivo gli occhi addosso e il rischio dello sfottò era dietro l’angolo. Ma quella fiamma dentro era troppo forte per soffocarla».

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Parlando delle difficoltà, l’argomento haters è inevitabile. Daniele non lo minimizza: «Fa parte del gioco, purtroppo. Oggi esiste addirittura l’albo degli influencer, ma non c’è una regolamentazione sull’identità di chi si iscrive ai social. È assurdo». All’inizio gli attacchi gli pesavano, lo facevano dubitare. «Ora ho le spalle larghe, ma penso a chi è più fragile. Una piattaforma può amplificare una presa in giro molto più della vita reale e restano sottovalutate».

La coppia senza cliché

E alla domanda “Da dove nasce la sua verve creativa?” risponde: «Dal dedicare tutto il mio tempo a questo mestiere: ascoltare, osservare, guardare la realtà». Un ruolo centrale lo ha anche la sua compagna, Sissi. «Mi ha aperto un mondo sul femminile. Racconto la coppia in modo moderno, lontano dagli stereotipi. Per anni la donna nella comicità è stata la rompiscatole di turno: io ribalto i ruoli, smonto cliché, mostro sfumature».

Un esempio? La “mamma di lui” che negli sketch non è l’eterna antagonista della fidanzata, ma spesso complice della coppia. «Racconto ciò che vivo: nella mia famiglia funziona proprio così».

Un personaggio amatissimo dei suoi sketch comici è proprio la mamma, interpretata da Maria Bolignano. «Maria è eccezionale», afferma con entusiasmo. Il loro incontro avviene grazie al comico Paolo Caiazzo. «Sul set di una sua commedia abbiamo scoperto un’intesa immediata. Abbiamo provato a fare qualche video, ci siamo divertiti tantissimo, poi abbiamo coinvolto Sissi: da lì è nato un gruppo creativo fortissimo». Ora lavorano insieme quasi ogni settimana. E c’è una novità: una web serie che approderà su YouTube il prossimo anno, ispirata proprio ai loro sketch.

Il diritto di provare

Quando gli si chiede un messaggio per chi sogna di fare il suo mestiere, Ciniglio è diretto: «Oggi avete già superato la barriera principale: mettere la faccia; bene o male anche la persona più timida pubblica una storia. Avete il cellulare, avete gli strumenti. Io ho fatto lavoretti per anni per comprarmi una fotocamera, oggi i telefoni hanno qualità migliori di quella che avevo io»

Il consiglio è semplice ma fondamentale: «Provate. All’inizio non vi vedrà nessuno, ed è un bene: capirete cosa migliorare. La costanza fa tutto. Mentre scrollate per ore, ritagliate un’ora per creare. Avete il diritto di provare».

E tra cinque anni? Daniele sorride: «Il mio sogno più grande è fare un film. Scrivere una storia che non duri due minuti, ma un’ora e mezza. Una storia che mi permetta di esprimermi con più libertà. Non so se ci arriverò entro cinque anni… ma è lì che voglio stare». Un sogno che, conoscendolo, ha già iniziato a rincorrere.

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