Movida, i gestori contro l’ordinanza di Manfredi: «Mai ascoltati, trattati come criminali»

Serrande abbassate e cartelli di protesta

«Chiuso per Manfredi». Così i gestori dei locali di vico Quercia e Cisterna dell’Olio protestano dopo l’emissione dell’ordinanza anti-movida firmata dal sindaco. Una serrata che ha coinvolto tutti gli esercizi commerciali della zona. Cartelli e striscioni contro Manfredi e il candidato di centrosinistra alle prossime regionali in Campania Roberto Fico. I turisti, accorsi alla ricerca di un posto in cui trascorrere il proprio tempo libero, spaesati, sono stati costretti a migrare altrove.

Le parole dei gestori: «Mai consultati dalla politica»

Intanto, Luca, gestore di «Oak», uno dei locali interessati dall’ordinanza, si fa portavoce delle istanze degli esercizi commerciali e della frustrazione da cui sono pervasi da quando è stata diffusa la notizia del provvedimento. «All’improvviso – spiega Luca agli avventori davanti alla saracinesca del suo locale – è arrivata una spada di Damocle, un’ordinanza del genere, senza mai aver dialogato con noi. Cioè, la politica non è mai venuta qui a chiedere cosa potessimo fare, quale potesse essere il compromesso. Quando la politica non fa questo, fallisce».

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La sentenza del Tar e la decisione del Comune

Tra un applauso, una provocazione e una parola di conforto, qualcuno evidenzia che anche tra i clienti ci sono dei residenti e che basta spostarsi nel vicolo accanto per poter consumare bevande, come di consueto, rispettando la normativa nazionale. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco Gaetano Manfredi a seguito di una sentenza del Tar che ha dato ragione ai residenti e condannato il Comune all’obbligo, entro il 3 novembre, di emettere un provvedimento per contenere l’inquinamento acustico delle zone della movida, nello specifico via Cisterna dell’Olio, vico Quercia e zone limitrofe.

Lo sfogo dei commercianti: «Trattati come delinquenti»

«Siamo stati paragonati a una sorta di delinquenti – ha aggiunto Luca – e quindi, per questo, secondo loro è buono che i locali chiudano a mezzanotte. Questo è il messaggio che si è voluto far passare e io ritengo che, in tanti anni che sto qua, non è mai successo nulla. Siamo tutte persone per bene e non possiamo essere trattati come dei delinquenti. E questa è una cosa che ci tengo a precisare, che mi ha dato molto fastidio».

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I limiti dell’ordinanza e le difficoltà dei locali

Il provvedimento prevede chiusura anticipata alle 00:30 in settimana e all’1:30 nel weekend. Il punto più dolente, però, per i locali di quelle zone, è lo stop alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche e analcoliche per asporto dalle 22:00 alle 6:00. Uno dei locali che vende panini d’asporto si chiede come possa continuare a lavorare bene se dopo le 22, anche nel weekend, non può più vendere acqua.

«Il ricorso al Tar – spiega l’avvocato Valmassoni – lo facciamo perché è l’unica possibilità che ci resta dato che l’amministrazione non vuole dialogare. I miei assistiti sono molto amareggiati per il tentativo di dialogo fallito. Avevamo portato delle proposte serie che però consentivano la sopravvivenza dei locali e quindi la reciproca convivenza di cui si parla nell’ordinanza. Quindi, la ragione della serrata di stasera è dimostrare che con un’ordinanza del genere è inutile restare aperti dopo quest’ora.

La spaccatura politica e la controproposta dei locali

Presente alla manifestazione anche il consigliere comunale Rosario Andreozzi, attualmente candidato alle prossime regionali in Campania nella lista Avs per Sinistra Italiana, che in consiglio comunale ha difeso a spada tratta i locali con altri consiglieri di maggioranza. La spaccatura in consiglio comunale, però, non è bastata. La scorsa settimana, dopo una prima bozza presentata ai locali dal Comune che prevedeva lo stop all’asporto dalle 22 e lo stop ai tavolini da mezzanotte, l’avvocato Valmassoni aveva presentato una controproposta dei locali agli assessori competenti sperando di trovare un compromesso.

Proposte inascoltate e accuse di concorrenza sleale

La controproposta prevedeva chiusura anticipata all’una in settimana e alle due nel weekend e per l’asporto seguire la normativa nazionale vigente, la quale prevede lo stop all’asporto da mezzanotte alle 6:00. Le richieste degli esercizi commerciali sono rimaste inascoltate. L’attuale ordinanza, che avrà la durata di due mesi, per alcuni introduce un principio di concorrenza sleale.a

Secondo i residenti del Comitato Vivibilità Cittadina, due mesi sarebbero pochi e le misure troppo blande. «Da questa sera – scrivono in un comunicato diffuso sui social – monitoreremo la situazione», documentando il rispetto o meno delle regole. Il timore di molti gestori è che il provvedimento, dopo le prossime elezioni regionali, possa estendersi anche in altre zone della città.

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