De Laurentiis: «Il Maradona è un semicesso, ci vuole uno stadio nuovo»

Il patron accusa le istituzioni di ostacolare il cambiamento

Aurelio De Laurentiis torna a puntare il dito contro lo stadio Diego Armando Maradona e l’amministrazione comunale di Napoli. Intervenuto al Football Business Forum dell’Università Bocconi di Milano, il presidente del Napoli ha definito l’impianto di Fuorigrotta «un semicesso». Ha ricordato di averlo già affermato ai tempi di Carlo Ancelotti e ha spiegato: «È vecchio, con una pista d’atletica che non è il massimo per il pubblico e addirittura un fossato che allontana ancora di più».

Le dichiarazioni del patron accendono nuovamente la tensione con Palazzo San Giacomo, proprietario dello stadio. Il Comune punta a ristrutturare l’impianto in vista degli Europei del 2032, mentre De Laurentiis preferisce realizzarne uno ex novo. Il presidente azzurro ha criticato anche i costi d’affitto, portando come esempio il Paris Saint Germain: «Il Napoli paga la stessa cifra del PSG, ma loro hanno l’esclusiva dello stadio e fatturano più di 100 milioni l’anno. Noi lo abbiamo per tre giorni».

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Durante l’evento milanese, De Laurentiis ha ribadito la volontà di finanziare personalmente la costruzione di un nuovo stadio: «Lo stadio lo finanzio io, ma serve un signore sopra le istituzioni per accelerare». L’obiettivo, ha spiegato, è quello di edificare una struttura moderna da 70mila posti, con 100 skybox e parcheggi adeguati. Il numero uno del Napoli ha poi rivolto critiche al sindaco Gaetano Manfredi e all’assessore allo Sport Emanuela Cosenza: «Manfredi e Cosenza non sanno nulla di calcio. Le autorità sono i più grandi nemici del calcio».

Un modello ispirato all’Arsenal

De Laurentiis ha indicato l’esempio dell’Emirates Stadium di Londra come modello di riferimento: «Serve flessibilità: gli immobili intorno agli stadi garantirebbero rendite, come successo all’Arsenal. Visitai l’Emirates: 200 salottini, 60.700 posti e case costruite intorno per rientrare dall’investimento». Il presidente ha sottolineato anche il divario economico rispetto ai club del Nord Italia: «Inter e Milan incassano 14 milioni a serata, noi arriviamo a 3. E poi devo comprare giocatori da 50-60 milioni».

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Nel suo intervento, De Laurentiis ha esteso le accuse anche ai vertici del calcio internazionale, denunciando la gestione delle nazionali: «I club pagano gli stipendi e i giocatori tornano infortunati. Manca leadership, siamo in mano a dirigenti che pensano al portafoglio».

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