Manovra, da Bankitalia via libera al contributo delle banche. Meloni chiude alle modifiche

Per gli affitti brevi deciderà il Parlamento

Nessuna modifica sulle banche, possibilità invece di ritocchi per gli affitti brevi sui quali «deciderà il Parlamento». Giorgia Meloni sintetizza così l’approccio del governo dopo le polemiche su alcune delle misure simbolo della manovra che inizia in questi giorni il suo iter al Senato. Sugli affitti un’apertura c’è, come del resto emerso anche dalle parole degli ultimi giorni di Giancarlo Giorgetti. Meloni lascia spazio alle Camere anche se ribadisce la ratio del provvedimento che «non è fare cassa sul tema degli affitti, ma è favorire gli affitti alle famiglie».

Sul contributo delle banche invece «non credo» ci saranno modifiche, ha puntualizzato Meloni, e «continuo a dire che secondo me è un bel segnale che si mettono risorse sui lavoratori, sulle imprese che assumono, sulle famiglie e la natalità e che si chieda un contributo a banche e assicurazioni».

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Il nullaosta di Bankitalia

Sulle norme, così come scritte dall’esecutivo, è del resto arrivato anche il nullaosta del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta: il contributo previsto in manovra non provoca «rischi di instabilità finanziaria», spiega, ricordando come le banche italiane siano ben capitalizzate e redditizie e la tassa incide in «maniera limitata sugli utili».

Bankitalia non si dice nemmeno stupita dall’andamento dell’economia italiana, rimasta ferma nel terzo trimestre, con il Pil che, in assenza di variazioni negli ultimi tre mesi dell’anno, si avvia a chiudere il 2025 a +0,5%. Le stime del governo, ridimensionate ad aprile e ulteriormente limate nel Dpfp, verrebbero comunque centrate. Ma la congiuntura resta debole e da più parti arrivano sollecitazioni al governo affinché sfrutti la manovra per intervenire con misure di stimolo ai consumi. Nell’Eurozona il Pil è cresciuto dello 0,2%, nell’Ue dello 0,3%, dopo rispettivamente il +0,1% e +0,2% del secondo trimestre.

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Il mercato del lavoro

Per quanto riguarda l’Italia, segnali positivi arrivano ancora dal mercato del lavoro. A settembre gli occupati sono aumentati (+67mila unità in un mese e +176mila in un anno) e il tasso di occupazione è salito al 62,7%, con un aumento dei dipendenti stabili. Sale anche il tasso di disoccupazione (al 6,1%), con quello giovanile che si attesta al 20,6%. Per la ministra del lavoro Marina Calderone il dato conferma l’andamento positivo dell’occupazione.

Ma la Uil avverte: il dato «nasconde fragilità e disuguaglianze». Serve un «patto tra governo e parti sociali», rilancia la Cisl, che suggerisce di migliorare la manovra «valorizzando i contratti comparativamente più rappresentativi, investendo in scuola, università e ricerca e rifinanziando la legge sulla partecipazione».

La Manovra in Parlamento

La legge di bilancio ha intanto formalmente iniziato il proprio cammino in Parlamento. In Senato si è aperta, con le comunicazioni in Aula del presidente Ignazio La Russa, la sessione di bilancio. Il primo step saranno le audizioni, tra lunedì 3 novembre e giovedì 6. Ma la vera attesa è per la fase emendativa, con i partiti che promettono modifiche su numerosi temi, dal contributo delle banche agli affitti brevi, dai dividendi alle pensioni delle forze dell’ordine.

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