Alta tensione nel Pd, Picierno contro la Schlein: «Partito deve guidare l’alleanza, serve congresso»

L’eurodeputata: liste di Caserta composte a Roma. Camusso si dimetta

Dietro la calma apparente di Elly Schlein, il Partito Democratico continua a muoversi su un terreno paludoso. Le correnti si osservano con diffidenza, i territori ribollono e in Campania il confronto si fa sempre più aspro. Non è solo il governatore Vincenzo De Luca a puntare il dito contro la segretaria e la direzione nazionale: anche l’eurodeputata Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, torna a criticare apertamente la gestione del partito, accusando i vertici di scelte poco chiare e di assenza di confronto.

Il primo affondo riguarda la strategia delle alleanze, un nodo che secondo lei resta irrisolto. «Nel centrosinistra ci si è intestarditi sull’unità dell’alleanza, con grave ritardo sul suo profilo. E non credo riguardi tanto o solo un indistinto voto moderato: quella che manca è una proposta di governo di cambiamento di un paese in declino e diviso da due offerte politiche polarizzate ed inconcludenti».

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Coalizione tenuta con fatica: serve un congresso

Per l’esponente dell’area riformista, la coalizione progressista tiene insieme «con la fatica di un confronto aperto e partecipato sulle opportunità e sui bisogni che avvertono gli italiani». L’eurodeputata insiste sul ruolo dem: «Solo il Partito Democratico ha la forza e la cultura di governo per guidare questo confronto. Ci si può accontentare di amministrare le divisioni, come in un condominio. O si può avere l’ambizione di indicarne sintesi e rotta». E aggiunge: «Temo che finora la rinuncia alla vocazione maggioritaria sia costata la rinuncia anche a svolgere ogni funzione di leadership. È necessaria in un’alleanza ed è doverosa per il nostro partito».

«Serve chiarezza anche dentro il Pd, e non bisogna aver paura dei luoghi che servono a farla: i congressi si fanno per questo, per discutere della linea politica. Non dobbiamo avere paura di discutere, di confrontarci su cosa deve essere il Pd. Per quel che mi riguarda ho ancora voglia di lottare per ritrovare il Pd che siamo nati per essere: un partito libero, forte e coraggiosamente riformista».

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In Campania esplode il caso liste

Le tensioni si sono fatte più evidenti in Campania, dove la formazione delle liste ha aperto un fronte interno. «Ho più volte chiesto che venisse convocato un momento di confronto per discutere della composizione della lista del Pd in Campania. Ho sollecitato una riunione tra i parlamentari, che non si è mai svolta, e la ripetizione dell’incontro in videoconferenza di giovedì scorso, che non mi è stata concessa».

«Ho chiesto più volte un colloquio con il responsabile nazionale dell’Organizzazione, Igor Taruffi, senza mai ricevere risposta. Solo in alcune occasioni ha risposto a messaggi, ma senza mai chiarire i criteri adottati per la definizione della lista. Anche questo credo che sia una mancanza di rispetto personale e politica. Susanna Camusso ha accettato che tutto questo avvenisse senza far nulla, per sua stessa ammissione ci è stato detto che la lista veniva composta a Roma e non a Caserta».

«Quando il Pd era ancora il Pd ho difeso la candidatura di molte persone che non la pensavano come me, in nome del pluralismo che deve caratterizzare il partito. Oggi constato che quel principio è stato dimenticato da chi guida il Pd. Susanna Camusso, che da commissaria del Pd della provincia di Caserta avrebbe dovuto essere garante di questi valori, non ha portato né rinnovamento né trasparenza. Il partito è oggi più debole e risponde a logiche slegate dai circoli e dai territori. La formazione di una lista debole, costruita senza criterio, rappresenta la vittoria degli interessi particolari e non di una comunità politica».

«Scelte incomprensibili e partito in crisi nei territori»

L’eurodeputata definisce «grave e incomprensibile» l’esclusione di Massimo Schiavone: «Con la sua candidatura avremmo potuto rafforzare la lista, valorizzando figure radicate nei territori e capaci di competere nelle proprie città. In un’altra fase politica, il Partito Democratico avrebbe chiesto a Schiavone di candidarsi per rappresentare al meglio la sua area della provincia di Caserta. Apprendere questa esclusione solo a mezzo stampa, senza alcuna comunicazione formale, è inaccettabile. La trasparenza è il fondamento della democrazia interna: un partito che non sa dare spazio a storie e voci diverse si allontana dalla propria missione originaria. Siamo di fronte, purtroppo, alla prima candidatura esclusa per eccesso di consenso: un precedente preoccupante».

A questa vicenda, ha aggiunto, si somma «la rinuncia di Lucia Esposito, personalita’ chiara e specchiata della provincia, che avrebbe potuto dare molto dentro le istituzioni. Un ulteriore segnale dello stato di crisi in cui versa il Pd in provincia di Caserta». Picierno ha concluso: «Continueremo a lavorare con determinazione per difendere i principi e i valori su cui e’ nato il Partito Democratico».

Nonostante le critiche e gli attacchi diretti, Elly Schlein non replica e si defila. La segretaria del Pd continua il suo percorso come se nulla fosse. La calma apparente resta la sua unica risposta a un partito che, dietro le quinte, appare sempre più diviso.

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