L’ex ministro in corsa per dare continuità al lavoro interrotto
Albergo dei Poveri, Floridiana, Real Bosco e Museo di Capodimonte, Museo Archeologico, Musei Nazionali del Vomero, Museo Caruso, Villa La Favorita, Pompei, Civita Giuliana, Ercolano, Croce agli Orefici, Orsa Maggiore, Reggia di Carditello, Girolamini, Maschio Angioino, acquisto del Monte di Pietà, acquisizione dello Spolettificio di Torre Annunziata.
Questi progetti, già fatti approvare in qualità di Ministro, rappresentano la tessera d’identità di cui l’ex responsabile del dicastero della Cultura del Governo Meloni, Gennaro Sangiuliano, può vantarsi per dimostrare il peso che può avere la sua candidatura alle elezioni regionali della Campania del 23 e 24 novembre come capolista di Fratelli d’Italia: far sì che quei progetti (molti dei quali, tra l’altro, già in via di realizzazione) giungano a definitivo completamento.
Tra questi, quello che – da oplontini doc – ci interessa più da vicino, con la certezza che possa contribuire alla rinascita e al rilancio economico (ovviamente non più legato alla tradizione) di quella che negli anni ’60 era considerata la patria della pasta, ma senza disgiungersi dalla “Storia”, collegando quest’ultima in linea diretta con il futuro, è il progetto legato allo Spolettificio dell’Esercito di Torre Annunziata.
Perché può rappresentare il primo passo verso il recupero di un importante pezzo della memoria storica e culturale della città, rivitalizzando un luogo che è stato strategico e che può tornare a essere utile per il futuro, per il suo valore testimoniale all’interno del più ampio contesto di valorizzazione del sito archeologico di Oplonti. Al tempo stesso, può fungere da leva per il rilancio socio-economico e culturale di tutto il territorio, non solo dell’area circostante l’antica – ma sempre indimenticabile – “Pruvulera”, parte integrante del centro storico oplontino.
Tutto questo significherà unire e mettere in relazione storia, memoria, bellezza dei luoghi, innovazione e sostenibilità. Ma non finisce qui: tante sono ancora le cose da dire, perché partendo dalla “Pruvulera” si può arrivare davvero lontano. E su questo – inutile dirlo – torneremo!




