Maxi sequestro di beni a Massimo Di Caterino, ex reggente del clan Zagaria

Scoperto anche un bunker utilizzato come nascondiglio

Beni del valore di circa un milione di euro, tra immobili, auto e conti-correnti, sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato all’esponente apicale del clan dei Casalesi Massimo Di Caterino, arrestato il 6 ottobre 2012 dalla squadra mobile di Caserta a Sant’Andrea del Pizzone, frazione del comune di Francolise; Di Caterino era in quel momento ritenuto il reggente della fazione Zagaria, dopo l’arresto avvenuto diversi mesi prima, nel dicembre 2011, del capoclan Michele Zagaria.

Il decreto di sequestro eseguito è stato emesso dalla sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su proposta del questore di Caserta. Di Caterino, condannato in via definitiva per associazione per delinquere di stampo mafioso, fu catturato in un immobile adibito a bunker, dove furono trovati anche diversi pizzini, un dispositivo per il rilevamento delle microspie, una botola con accesso ad un nascondiglio collocata nella cabina doccia, e una pistola calibro 7,65.

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Dopo la condanna definitiva, gli investigatori della Divisione Anticrimine di Caserta e del Servizio Centrale Anticrimine hanno svolto gli accertamenti patrimoniali necessari ad individuare le proprietà e le risorse finanziarie, ricostruendo così il patrimonio del camorrista, anche relativo ai beni intestati ai familiari; è così emersa una notevole sproporzione tra i beni posseduti ed i redditi dichiarati dai membri dell’intero nucleo familiare di Di Caterino.

Durante l’operazione di sequestro, che si è svolta nei comuni di San Cipriano e Casal di Principe, all’interno di uno degli immobili, una villetta a due piani con un articolato sistema di videosorveglianza esterna, gli investigatori della Polizia di Stato hanno anche scoperto una piccola stanza nascosta, ovvero un «bunker», verosimilmente utilizzata come nascondiglio immediato per una sola persona in caso di fuga o necessità.

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