Il potere dei numeri: tarocchi, cabala e superstizioni napoletane

Dai tarocchi alla smorfia: perché i numeri ci affascinano da secoli

Da secoli l’uomo ha cercato nei numeri un percorso verso il divino, l’inconoscibile, il destino. Attraverso sistemi come la cabala e la numerologia, i numeri cabalistici assumono un ruolo simbolico e intuitivo. Allo stesso tempo, nelle culture locali, si sviluppano credenze e rituali legati ai numeri: a Napoli quel mondo si manifesta nelle superstizioni napoletane, nei detti popolari, nella smorfia e nelle tradizioni legate al lotto. In questo articolo esploreremo il legame affascinante tra cabala e folklore, e come “contare” diventa un atto ricco di significati.

Cabala e numerologia: l’anima dei numeri

La cabala (o Qabbaláh) è una tradizione esoterica e mistica, originata nell’ambito ebraico, che attribuisce significati nascosti ai testi, alle lettere e soprattutto ai numeri. In questa visione, ogni lettera ebraica è anche un numero, e mediante il calcolo e l’analisi si cerca di far emergere legami arcani tra parole e concetti.

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I numeri cabalistici si riferiscono a queste forme di interpretazione numerica: ad esempio le Sephirot nell’Albero della Vita sono numerate e ciascuna esprime determinate qualità spirituali. Il legame con i tarocchi, con quest’ultimi spesso al centro delle notizie di cronaca, emerge quando gli studiosi occultisti associano le carte degli arcani maggiori ai 22 sentieri dell’albero della vita: le lame sarebbero chiavi per entrare nei misteri cabalistici.
Un esempio: nella tradizione dei “tarocchi cabalistici” si attribuisce alla carta del Bagatto il numero 1, che corrisponde a Keter, la corona stessa, principio primo da cui tutto deriva.

Così, studiare i numeri cabalistici significa decifrare una “grammatica dell’invisibile”, dove il calcolo e il simbolo convivono per orientare la coscienza verso territori ignoti.

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Il mondo numerico delle superstizioni napoletane

Parallelamente allo studio esoterico dei numeri, nelle culture popolari si sviluppano credenze più concrete, legate al quotidiano: e Napoli è una fucina di miti e simbolismi numerici.

Una delle manifestazioni più note è la smorfia napoletana, che associa ai sogni numeri da giocare al lotto: se sogni una scala, un serpente, una morte, esiste una “traduzione in numeri”. In questo contesto si parla spesso di “cabala” nel senso popolare del termine.
Secondo le superstizioni napoletane, alcuni numeri portano fortuna e altri sfortuna:

  • Il 13 è visto come fortunato, contrario alle superstizioni di altri paesi.
  • Il 17 è considerato sfortunato: in numeri romani “XVII” può essere letto come “VIXI” (“vissi”, “sono morto”).

Queste credenze influenzano comportamenti quotidiani: scegliere numeri al lotto, evitare combinazioni “negative”, interpretare segni minimi come incrociare un gatto nero o posare un cappello sul letto.

Insomma, mentre la cabala cerca significati interiori e spirituali, le superstizioni napoletane traducono il mondo in un gioco numerico pragmatico, legato alla fortuna e al timore della sfortuna.

Incontro e scontro: quando il sacro incontra il popolare

Il contrasto fra il linguaggio occulto della cabala e l’immaginario delle superstizioni locali non è solo dicotomico: spesso i due sistemi si contaminano, si intrecciano, si reinterpretano.

Ad esempio, alcuni appassionati di esoterismo cercano di integrare nei loro studi di numeri cabalistici le tradizioni della smorfia, creando sistemi “ibridi” tra antica sapienza e folklore napoletano. Nei mazzi di tarocchi concepiti in chiave esoterica, le immagini possono essere dipinte secondo princìpi cabalistici (corrispondenza numerica, simboli alchemici, connessioni con le Sephirot).

Ma talvolta c’è tensione: il sapere ermetico pretende rigore simbolico, mentre le credenze popolari vivono di slanci emotivi, contraddizioni e adattamenti. Ciò genera zone d’ombra: dove finisce il significato autentico e dove inizia la superstizione improvvisata?

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