Vivibilità a targhe alterne: il Comune di Napoli reprime i locali ma autorizza il caos a piazza Plebiscito

Lo sforo dei decibel va bene per i concerti, ma non per i giovani

Due pesi e due misure. È quello che sta accadendo a piazza Plebiscito mentre continuano le «minacce» di restrizioni nei confronti dei locali di Vico Quercia e piazza Bellini. Mentre al centro storico continua la lotta da parte del Comune contro i locali e gli esercizi commerciali per la tutela dei cittadini in nome della vivibilità, in attesa della delibera con le restrizioni che sarà utile al Comune per evitare ulteriori condanne e risarcimenti ai residenti, a Piazza del Plebiscito prosegue il disordine autorizzato, fatto di limitazioni, strade chiuse, concerti consecutivi per decine e decine di giorni, viabilità ridotta e inquinamento acustico.

La petizione dei residenti di piazza Plebiscito

Una situazione che dopo settimane ha scatenato l’ira da parte dei residenti, i quali hanno aderito a una petizione che vede coinvolti circa mille firmatari, nel quale tocca quattro temi principali: a libera circolazione di residenti e turisti, l’attenzione alle perdite economiche delle attività commerciali che non si occupano di ricettività e somministrazione, problemi di viabilità per i mezzi di soccorso e inquinamento acustico. Alcuni residenti hanno documentato con strumenti fonometrici lo sforamento di soglie del rumore oltre i 90db, molto oltre il consentito nei centri urbani.

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I residenti, che si sentono sequestrati in casa propria, con questa petizione hanno provato a chiedere una soluzione in grado di conciliare le volontà e invita Asl, prefetto e Questore a verificarne la corretta attuazione. Il sindaco Gaetano Manfredi, dopo aver ricevuto il documento, ha rassicurato i cittadini: «Terremo conto delle vostre richieste».

Intanto, in alcuni giorni, il caos e la disorganizzazione hanno raggiunto un picco massimo. Il 22 settembre, infatti, si sono accavallati diversi eventi, come lo sciopero nazionale per Gaza, la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Fuorigrotta per l’inaugurazione dell’anno scolastico 2025/2026, la partita del Napoli e Riccardo Cocciante a Plebiscito. Una città completamente congestionata per l’assenza di un piano traffico adeguato.

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De Luca: «Protesta è più che ragionevole e più che giusta»

«Obiettivamente, – ha affermato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca durante la sua consueta diretta del venerdì, riferendosi al susseguirsi di concerti in piazza del Plebiscito – la ripetizione di questi eventi, la loro concetrazione in un arco temporale limitatissimo, ha creato dei problemi. Credo che per il futuro si debba tenere conto anche dei disagi, che è necessario non scaricare su residenti e cittadini. Abbiamo alle spalle una decina di giorni che hanno provocato un inferno nella città di Napoli, tutto paralizzato. Ringrazio i cittadini per la pazienza dimostrata, ma la loro protesta è più che ragionevole e più che giusta».

Schifone: «Un danno per tutta la città»

Sull’argomento era intervenuto anche l’ex assessore regionale Luciano Schifone che aveva denunciato il «sequestro di Piazza Plebiscito che per un mese intero ha espropriato, ai napoletani ma anche ai turisti, la più bella ed iconica Piazza di Napoli. Un danno per tutta la città costretta ad uno stress di traffico ripetuto per giorni e giorni e ancor maggiore per i residenti in zona, costretti non solo al blocco del transito ma anche a subire un violento inquinamento acustico per ore ed ore tutte le sere!»

Le alternative a piazza Plebiscito

Eppure, l’amministrazione Manfredi in passato ha riconosciuto l’inadeguatezza degli spazi pubblici per eventi che prevedevano concerti. È accaduto con il Pizza Village, un evento aperto al pubblico che si teneva sul lungomare, ma che con la nuova amministrazione si è spostato in uno spazio ritenuto dal Comune più adeguato, ossia la Mostra d’Oltremare.

Giunta e sindaco, però, usano due pesi e due misure nel ritenere adeguata una piazza pubblica, punto nevralgico della città per la mobilità e la viabilità di pedoni e mezzi di trasporto, per concerti a pagamento, riservati a pochi eletti. E la vivibilità dei cittadini tanto importante in altre zone? La tutela dei commercianti? Possibile che non esistano altri spazi, più adeguati, per organizzare eventi privati di questo tipo, senza ledere la cittadinanza?

Napoli città della musica» è un bel progetto, se solo comprendesse anche la riqualificazione delle periferie ed eventi gratuiti aperti al pubblico. Perché non riservare il parco Ciro Esposito a Scampia per Gigi D’Alessio? Perché non a Barra o a Pianura? Perché non provare a utilizzare diverse piazze della città, così da creare eventi sporadici e più tollerabili in un posto, piuttosto che costringere i residenti della zona di Plebiscito a sentire per dieci giorni lo stesso concerto, senza riuscire a riposare e senza poterne realmente fruire?

A breve ci sarà il Bufala Fest nell’adiacente piazza Municipio che sta creando maggiori problemi di viabilità e congestionamenti del traffico nei quartieri e nella zona di Corso Umberto. Terminati i concerti, in piazza Plebiscito verrà allestito, ancora, il Villaggio di Babbo Natale. Insomma, i turisti che tentano di attraversare bendati i due cavalli in una piazza deserta, tradizione di una Napoli viva fino ad oggi e bella, ormai resta solo un ricordo, almeno fino al nuovo anno. Dove sono i paladini comunali della vivibilità?

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