Regionali, De Luca minaccia: «O il programma è serio o nessun vincolo di coalizione»

Il governatore: portare avanti le cose in corso e impostate

«Io non ho capito le altre forze politiche chi proporranno. Cioè, a oggi, di formalizzato non c’è niente, né a destra né a sinistra. Io sto aspettando ancora di capire il centrodestra chi candida. Se avete qualche notizia, ditemela; se avete qualche pettegolezzo…». Con la consueta ironia e con toni taglienti, Vincenzo De Luca interviene sula situazione campana in vista delle elezioni regionali. Lo fa conversando con i cronisti a margine dell’inaugurazione della nuova sede dell’Ance Aies Salerno, sostenendo che «abbiamo una situazione veramente incredibile, quasi surreale. Abbiamo la seconda regione d’Italia che non si sa in che direzione va».

Il ‘governatore’ torna, poi, sul nodo politico e giuridico del terzo mandato, tema al centro dello scontro istituzionale con il Governo nei mesi scorsi: «Noi siamo in una situazione di difficoltà perché la Meloni ha impugnato la legge sul terzo mandato. Io lo sapevo che si sarebbero create queste difficoltà, lo sapevamo tutti quanti. Potevamo andare avanti tranquillamente a completare il programma, dando la parola ai cittadini. Hanno avuto paura di De Luca, questa è la verità, e, quindi, hanno bloccato il terzo mandato».

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«Saranno in corso, in questi giorni, riunioni proprio per definire il programma – anticipa – per quello che mi riguarda, non è deciso nulla: o il programma è serio, nel senso che porta avanti in maniera decisa le cose in corso e impostate oppure non c’è nessun vincolo di coalizione». «Il futuro della Campania – scandisce – viene prima delle chiacchiere sulle coalizioni».

«Il 23 e il 24 novembre – rammenta De Luca – andremo al voto Campania, Veneto e Puglia. Per la verità, avremmo dovuto cominciare da prima la discussione sui programmi. Questa era un po’ l’intesa che avevamo raggiunto. Questa stagione elettorale credo che abbia annoiato i cittadini italiani. Non se ne può più di sentire queste stupidaggini. Ma, soprattutto, credo che abbia determinato un ulteriore allontanamento dei cittadini dalle istituzioni».

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