Muscarà: «Comune di Napoli e San Carlo, soldi pubblici a Kidea. Le inchieste che confermano un sistema di favoritismi»

La consigliera: «Serve trasparenza e rispetto per chi paga le tasse»

«Grazie alle inchieste giornalistiche di Alessandro Migliaccio viene fuori l’ennesima prova di come a Napoli gli appalti pubblici continuino a girare sempre intorno agli stessi nomi. È scandaloso che, mentre i cittadini chiedono servizi e vivono quotidianamente i disagi di una città allo sbando, il Comune e il Teatro San Carlo continuino a distribuire soldi pubblici a Kidea, società già finita al centro di procedimenti giudiziari».

A denunciarlo è la consigliera indipendente della Regione Campania, Marì Muscarà, che accende i riflettori sulla gestione opaca di Palazzo San Giacomo e del Teatro San Carlo, la cui presidenza è affidata al sindaco Gaetano Manfredi.

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«Per la manutenzione del sito web del San Carlo – spiega Muscarà – è stata fatta una gara che definire anomala è poco: su undici partecipanti, nove si autoescludono per documentazione incompleta, uno prende il minimo e alla fine Kidea ottiene il massimo dei punti e si aggiudica l’appalto da 56.000 euro. Non solo: il servizio è stato persino prorogato poco prima della decadenza degli attuali vertici della Fondazione. Un copione già visto».

La consigliera ricorda come Kidea sia «ormai una presenza fissa nelle spese pubbliche del Comune: Oltre 500.000 euro per un appalto di comunicazione turistica. Gestione del sito “Napoli for Me” (56.000 euro nel 2023), con una gara vinta in condizioni poco chiare. Affidamenti diretti da parte di ABC e campagne di Asia. Appalto per la manutenzione del sito del Teatro San Carlo (56.000 euro), poi prorogato».

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«Parliamo di soldi pubblici che appartengono ai cittadini – conclude Muscarà – e che finiscono invece per alimentare un sistema di favoritismi e proroghe sospette. Napoli non ha bisogno di altri teatrini: ha bisogno di trasparenza e di rispetto per chi paga le tasse».

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