Campania, nove casi di West Nile: quattro gravi, ma nessun allarme

Il virologo: «La situazione in regione è tranquilla»

Sono nove i casi di infezione da virus del West Nile, quattro gravi, in rianimazione, negli ospedali Moscati di Aversa e Cotugno di Napoli. Si tratta per lo più di persone che hanno trascorso un periodo di vacanze nella zona di Baia Domizia, nel Casertano dove sarebbe stato localizzato un vero e proprio cluster. Febbre alta e malessere generale i sintomi manifestati dalle persone ricoverate. Le zone attenzionate da dove potrebbe venire l’infezione provocata dalle zanzare sono, oltre a quelle acquitrinose del litorale casertano quelle della zona di Persano e della foce del Sele nel Salernitano.

Questo pomeriggio è di oggi, infine, l’individuazione di un caso di positività al virus all’ospedale Cardarelli di Napoli. Il paziente, considerato fragile, è attualmente asintomatico. Le sue condizioni sono stabili e proseguono secondo il percorso terapeutico già previsto per la patologia di base che ne ha motivato il ricovero. L’ospedale ha annunciato di aver potenziato le misure di sorveglianza e prevenzione contro la febbre West Nile, con le attività di disinfestazione programmata del parco, avviando controlli sistematici su tutti i donatori di sangue ed estendendo test specifici anche a pazienti fragili con condizioni cliniche compatibili.

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Qualche problema per gli immunodepressi

«La situazione in Campania è tranquilla, è un’infezione che conosciamo già da tempo e anche l’anno scorso l’abbiamo affrontata a livello nazionale con manifestazioni simili influenzali. In qualche caso nei soggetti che abbiano chiaramente una predisposizione per una loro immunodepressione temporanea o consolidata per farmaci, ci possono essere problemi che richiedano una visita in ospedale per controlli». Così Alessandro Perrella, direttore del reparto di infettivologia di malattie infettive emergenti ad alta contagiosità all’ospedale Cotugno di Napoli, spiega all’ANSA la situazione del West Nile Virus: finora a Napoli due le persone ricoverate al Cotugno e in totale 8 in Campania.

«Il West Nile virus – spiega Perrella – lo conosciamo da tantissimo tempo, è arrivato qui per il cambio climatico. Talvolta, per fortuna raramente, la patologia può interessare il sistema nervoso centrale e determinare quelli che sono sintomi encefalici che chiaramente comportano la necessità di un ricovero. Però al momento nessun allarmismo, la maggior parte dei casi sono con manifestazioni cliniche simili e influenzali che sono gestibili a domicilio, come alcuni che stiamo seguendo».

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«La situazione non è legata all’età. Per gli anziani il rischio è per un sistema immunitario che non è più vivace come un tempo, ma questo non vuol dire che automaticamente possa verificarsi un’infezione particolare, sintomatica o più grave nei suoi segni e sintomi. I consigli anche per i bambini sono quelli di sempre: utilizzare repellenti nei luoghi dove ci sono le zanzare sapendo che non tutte veicolano il West Nile virus, c’è una questione di ambienti e focolai che stiamo identificando», conclude.

 

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