Spiaggia di Donn’Anna, i Comitati denunciano: occupazione abusiva

Gli attivisti in questura: «Sequestrate ombrelloni e lettini»

«Né l’autorità portuale, il comune di Napoli e nemmeno la procura può dire di non sapere». È l’affondo dei Comitati per il Mare Libero Pulito e Gratuito, che ieri, 19 luglio, si sono presentati in questura per presentare una denuncia contro Bagno Elena s.r.l. L’accusa è pesante: occupazione abusiva di area demaniale, inosservanza dei provvedimenti delle Autorità e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Gli attivisti, dopo aver constatato che il lido continuava ad occupare con ombrelloni e lettini l’area demaniale nonostante l’ordinanza del Consiglio di Stato, hanno chiesto anche il sequestro preventivo degli arredi «come corpo del reato», perché la società «non ha rispettato quanto dettato dai Giudici nell’ordinanza».

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L’ordinanza del Consiglio di Stato: «Tutte le spiagge sono libere»

Un’ordinanza, quella emessa il 15 luglio, che per i Comitati non lascia spazio a dubbi: «la concessione provvisoria di proroga ottenuta da Bagno Elena s.r.l. dall’Autorità Portuale, è illegittima». E i giudici lo hanno scritto con chiarezza: «non sussistono le condizioni per accordare tutela all’interesso privato della società ricorrente alla continuità della propria azienda, dovendosi invece tutelare l’interesse pubblico alla fruizione collettiva e indistinta del bene pubblico ove non riservato attraverso il rilascio di legittimo titolo all’esito di gara pubblica». Parole che per i Comitati significano solo una cosa: «Tutte le spiagge sono libere».

Per questo sono tornati nel pomeriggio alla spiaggia della baia Donn’Anna, per festeggiare pubblicamente l’ordinanza e rivendicare il diritto alla fruizione collettiva dell’arenile. Ma la denuncia resta: Bagno Elena s.r.l. non ha eseguito la disposizione che imponeva «l’immediato rilascio, senza ulteriore indugio, dell’area demaniale detenuta dall’appellante, affinché la stessa sia restituita al suo naturale uso in favore della fruizione pubblica per l’intera collettività, ovvero immediatamente sottoposta a gara».

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Le richieste dei Comitati e il modello Barcellona

I Comitati rilanciano: «Per questa estate, le spiagge e gli accessi al mare devono tornare ad essere liberi, gratuitamente accessibili e possibilmente puliti. Ma su questo sappiamo di poter contare sulla nuova divisione di ASIA (ASIA sea)».

Da settembre, avvertono, servirà un confronto pubblico tra istituzioni, cittadini, comitati e associazioni «per definire i criteri di assegnazione dei nuovi bandi di gara e riequilibrare le percentuali di spiaggia libera».

Il modello è quello di Barcellona, «a gestione pubblica e con concessioni esclusivamente di servizi che non mettano in alcun modo in discussione l’accesso al mare, da qualsiasi varco».

«Altro che America’s Pac! Vogliamo prima una grande area marina protetta da Bagnoli a San Giovanni per una costa bonificata, libera e gratuitamente balneabile. E si ricordi bene che qui non siamo in America, qui siamo a Napoli. E come si dice: cca nisciuno è fess*. Ha capito?!!!».

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