Il centrosinistra litiga pure su Gergiev: niente pace nemmeno sulla musica

Picierno chiede la cancellazione dell’evento. De Luca lo difende

Alla Reggia di Caserta la musica rischia di trasformarsi in un affare di geopolitica, con il centrosinistra campano che si spacca, ancora una volta, attorno a una questione che di culturale ha ormai ben poco. Il 27 luglio, nel cuore del festival “Un’estate da Re”, dovrebbe esibirsi Valery Gergiev, il direttore d’orchestra russo noto non solo per il suo talento ma anche per la sua vicinanza a Vladimir Putin. E mentre il governatore Vincenzo De Luca difende la scelta, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno guida il fronte di chi pretende la cancellazione.

Picierno guida la protesta: «Complice della politica criminale di Putin»

Era stata proprio Picierno a sollevare per prima la questione, chiedendo a gran voce che la Regione Campania intervenisse per annullare l’evento. Oggi la sua posizione si è rafforzata grazie all’intervento di Julija Navalnaja, vedova del dissidente russo Navalny, che dalle colonne di Repubblica ha definito Gergiev un «complice e promotore della politica criminale di Putin».

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La vicepresidente del Parlamento Ue richiama il regolamento etico

Picierno torna all’attacco: «Il concerto di Valery Gergiev deve essere annullato anche perché viola il regolamento etico della Reggia di Caserta che, nelle sue linee guida, rende incompatibili iniziative o ospitalità di soggetti che violano l’agenda 2030 dell’Onu. Al punto 16 si condannano tutte le forme di violenza, di tortura, di traffico di armi e denaro e si chiede a tutti l’accesso a una giustizia equa». Poi l’affondo personale: «Valori che evidentemente sono distanti anni luce da Gergiev e dal regime di cui è sponsor, testimonial e complice».

Appello al governo e al ministro della Cultura

Picierno si appella infine al governo e al ministro della Cultura Alessandro Giuli: «Si agisca subito per impedirne la strumentalizzazione. La Reggia di Caserta è un sito Unesco: con quale coerenza può ospitare chi contribuisce a distruggere luoghi come la cattedrale di Santa Sofia a Kyiv o il centro storico di Odessa, sotto attacco da tre anni?».

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De Luca difende la scelta: «Non accettiamo logiche di odio»

Vincenzo De Luca, però, non accetta lezioni. «Abbiamo accolto migliaia di cittadini ucraini nel nostro territorio, abbiamo dato prove di solidarietà», rivendica. E poi affonda: «Non intendiamo accettare logiche di preclusione o di interruzione del dialogo. Questo serve soltanto ad alimentare i fiumi dell’odio». Per il presidente della Regione Campania, chi oggi si indigna ha dormito per anni: «La Campania è l’unica istituzione che ha promosso iniziative per la pace quando tutti quanti dormivano in piedi. Dal 28 ottobre 2022 denunciamo l’aggressione all’Ucraina. Putin è colpevole e rimane colpevole, ma l’Occidente non è innocente: non ha fatto nulla per impedire l’invasione».

Il ministro Giuli: «L’arte è libera, ma attenzione alla propaganda»

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli risponde alle sollecitazioni senza prendere una posizione netta, ma lasciando intendere il rischio di una deriva propagandistica. «L’arte è libera e non può essere censurata», ha detto, per poi aggiungere: «La propaganda però, anche se fatta con talento, è un’altra cosa. Il concerto di Gergiev rischia di far passare un messaggio sbagliato e può trasformarsi nella cassa di risonanza della propaganda russa».

Calenda con Picierno: «Evento immorale con soldi pubblici»

Sulla stessa linea di Picierno arriva anche Carlo Calenda. Il leader di Azione non usa giri di parole: «Pina ha ragione. È mancata la nostra voce su questa grave vicenda». E rincara: «Trovo sbagliato e immorale che venga ingaggiato un propagandista di Putin per un evento sostenuto con soldi pubblici. Invito tutte le autorità coinvolte a riconsiderare la vicenda. Non sono favorevole al boicottaggio culturale in generale, ma chi sostiene attivamente un dittatore nemico del nostro paese non può avere spazio e sostegno in Italia». In Campania, la questione resta aperta e il centrosinistra, come al solito, non si muove compatto.

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