Pnrr, ok dell’Ue alla settima rata: fondi per energia, trasporti, sanità e borse di studio

All’Italia 18,3 miliardi: 4,6 in sovvenzioni e 13,7 in prestiti

Arriva il via libera della Commissione europea alla valutazione preliminare positiva di tutte le 64 tappe e obiettivi legati alla settima rata del Pnrr chiesta in pagamento dall’Italia ed il governo accoglie con soddisfazione la decisione. In particolare la presidente del Consiglio («strumenti usati virtuosamente, siamo modello per altri Stati») e il ministro responsabile, Tommaso Foti, secondo cui «la settima rata conferma l’allineamento alla roadmap europea». In cifre si tratta di 18,3 miliardi di euro (4,6 miliardi corrisposti in sovvenzioni e 13,7 miliardi in prestiti).

La Commissione ha inviato la sua valutazione preliminare del raggiungimento da parte dell’Italia delle tappe e degli obiettivi richiesti per questo pagamento al Comitato economico e finanziario, che ha quattro settimane di tempo per esprimere il suo parere. Il pagamento all’Italia potrà avvenire dopo il parere del Cef e l’adozione di una decisione di pagamento da parte della Commissione.

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Investimenti chiave nel settore energetico

Nel dettaglio al pagamento della rata in questione, «sono legati diversi investimenti strategici, tra i quali il nuovo collegamento elettrico tra Sardegna, Corsica e penisola, SA CO I.3, e il collegamento elettrico sottomarino tra Sicilia, Sardegna e penisola, Tyrrhenian Link» ovvero infrastrutture fondamentali per implementare le reti di trasmissione dell’energia elettrica e per rafforzare l’autonomia energetica dell’Italia, con l’obiettivo di garantire energia a famiglie e imprese a condizioni migliori» mette in evidenza Foti.

Altri interventi previsti dal Piano

Mobilità sostenibile e trasporti pubblici

«Agli investimenti sulle infrastrutture energetiche si aggiungono altri interventi significativi quali il potenziamento della flotta di autobus e di treni a emissioni zero per il trasporto regionale, dei nodi metropolitani e dei principali collegamenti nazionali, la riqualificazione di molte stazioni ferroviarie, le misure per la cybersicurezza, l’attivazione di 480 Centrali Operative Territoriali (COT) per rafforzare le prestazioni in materia di salute pubblica, gli investimenti per una migliore gestione delle risorse idriche, il conferimento di 55.000 borse di studio agli studenti meritevoli meno abbienti per l’accesso all’Università, di 7.200 borse di dottorato per la ricerca e di ulteriori 6.000 borse per dottorati innovativi, specificatamente dedicate alle imprese». La richiesta di pagamento segue quindi passi importanti per la realizzazione di 10 riforme e 46 investimenti.

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Il primato dell’Italia nell’attuazione del Pnrr

L’Italia aveva trasmesso la richiesta per la settima rata del Pnrr alla fine dello scorso dicembre e adesso «con il pagamento della settima rata l’Italia confermerà il primato europeo nell’avanzamento del Piano, con oltre 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione finanziaria complessiva e al 100% degli obiettivi programmati nelle prime sette rate, pari a 334 tra milestone e target, obiettivi tutti conseguiti nel pieno rispetto del cronoprogramma stabilito dalla Commissione» tiene a precisare Giorgia Meloni in una nota di Palazzo Chigi.

La valutazione positiva per il pagamento di questa rata, spiega inoltre il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, nella nota di Palazzo Chigi, fa seguito alla presentazione della richiesta di pagamento dell’ottava rata, a conferma dell’allineamento del Piano italiano con la roadmap europea del Pnrr, nel pieno rispetto dei suoi impegni, delle sue priorità e della sua scadenza finale ad agosto 2026.

Riforme normative per ottenere il pagamento

Per quanto riguarda il processo normativo che ha permesso di ottenere l’ok alla rata c’è l’adozione di misure volte ad aumentare la concorrenza, l’efficienza e la qualità dei servizi in diversi settori, tra cui le autostrade, il passaggio alle procedure di gara pubbliche come metodo predefinito per l’aggiudicazione delle concessioni, con affidamenti in house consentiti solo in casi eccezionali e giustificati; una maggiore supervisione e controllo di queste procedure da parte del Ministero delle Infrastrutture e un sistema più trasparente per la definizione delle tariffe e la garanzia di livelli di servizio adeguati.

Giudicato positivamente il miglioramento dell’accessibilità per i passeggeri delle ferrovie del Sud Italia.

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