Cellulari e taglierino: nuove accuse per il 17enne condannato per l’omicidio di Santo Romano

Indagato anche il compagno di cella

Lo scorso 27 maggio, durante una perquisizione all’interno del carcere minorile di Casal del Marmo, in provincia di Roma, sono stati sequestrati alcuni oggetti nella cella del giovane recentemente condannato in primo grado a 18 anni e 8 mesi per l’omicidio di Santo Romano. Tra il materiale rinvenuto, un telefono cellulare completo di scheda SIM e un taglierino artigianale, costruito utilizzando il manico di uno spazzolino e una lametta da barba.

La nuova inchiesta che coinvolge il minorenne è coordinata dalla Procura per i Minori di Roma, con la pm Maria Teresa Leacche. Il ragazzo è stato convocato per domani e avrà la possibilità di rispondere alle accuse. Insieme a lui è indagato anche il compagno di cella, un diciottenne originario di Catania.

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L’indagine ha preso il via da alcune fotografie pubblicate sui social, in cui il minore appariva con l’interno del carcere sullo sfondo. Le immagini erano comparse online sia prima che dopo la condanna. In un primo momento, i familiari avevano sostenuto che si trattasse di screenshot tratti da videochiamate effettuate durante i colloqui, ma alcune delle fotografie ritraevano ambienti diversi, sollevando dubbi sull’origine reale delle immagini.

Non sono invece emersi riscontri concreti in merito ad altre fotografie pubblicate sul profilo del ragazzo dopo la sentenza, accompagnate da frasi di scherno sulla condanna. Secondo quanto ipotizzato, è possibile che quelle immagini siano state caricate da altre persone utilizzando materiale già presente sui social, senza che il giovane ne fosse a conoscenza.

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Il minorenne, racconta un articolo di Nico Falco su «Fanpage», risulta coinvolto anche in un secondo procedimento, seguito dalla Procura per i Minori di Napoli. I fatti risalgono al marzo scorso, periodo precedente alla condanna per l’omicidio di Santo Romano, durante il quale era detenuto nell’istituto minorile di Airola. Anche in quel caso le indagini riguardano l’introduzione di telefoni cellulari in carcere. Insieme a lui sono indagati il fratello e un’altra persona.

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