Prenotazione sulla Circumvesuviana: il naufragio di 10 anni di gestione De Gregorio

Basta giustifiche, scarico di colpe e richiami ai problemi storici

Non bastano più le giustificazioni, le colpe scaricate su fattori esterni, i richiami ai problemi storici. Dopo dieci anni alla guida dell’Eav, Umberto De Gregorio deve rispondere di un fatto preciso: il sistema Circumvesuviana è rimasto sostanzialmente fermo, e oggi arriva a proporre la prenotazione obbligatoria per evitare il collasso della linea Napoli-Sorrento. È una resa.

Sì, la Circumvesuviana ha conosciuto decenni di difficoltà croniche, tra mancanza di investimenti, infrastrutture degradate e politiche miopi. Ma proprio per questo, quando De Gregorio ha assunto la presidenza nel 2015, aveva un mandato chiaro: cambiare passo, rompere lo schema, avviare un processo di rinnovamento. Cosa è successo invece? La gara per i nuovi treni, attesa da quarant’anni, è stata avviata solo nel 2019. Per quattro anni cosa è stato fatto di concreto per sostituire un parco rotabile vecchissimo, arrivato oggi a dare problemi quotidiani? Un sistema di trasporto pubblico moderno non si regge sullo sforzo eroico di operai e personale viaggiante, né su pezze messe all’ultimo minuto.

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Deve offrire treni nuovi, frequenze costanti, manutenzione programmata, senza costringere i passeggeri a prenotare un posto per salire. La Circumvesuviana, da sempre considerata una metropolitana tra provincia sud e capoluogo, non ha mai avuto bisogno di contingentamenti: oggi pensarci è un’ammissione di fallimento totale.

Certo, i ritardi di Stadler, la pandemia, la guerra, l’alluvione a Valencia hanno inciso. Ma questi fattori si sono aggiunti a una base già fragile, che avrebbe richiesto un’azione decisa ben prima.

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Dieci anni non sono un soffio: sono un’era

Un tempo sufficiente per pianificare, bandire gare, spingere sulle priorità. Ma oggi l’Eav si ritrova a chiedere aiuto agli esperti, convocare i sindacati, proporre soluzioni tampone. È troppo poco, troppo tardi.

La Circumvesuviana non merita di essere ridotta a un servizio prenotabile, come se fosse un treno turistico stagionale. Merita di essere riportata al livello di un’infrastruttura moderna, efficiente, degna di un’area metropolitana. E per farlo, serve finalmente riconoscere che il decennio targato De Gregorio è stato un fallimento. Ora è arrivato il momento di cambiare guida per una nuova era…

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