Campania, Movimento Equità Territoriale: nostra lista alle prossime elezioni regionali

Met invita «associazioni, movimenti civici e piccoli partiti a unirsi»

Il Movimento Equità Territoriale, nato cinque anni fa da un’idea dello scrittore e giornalista Pino Aprile, annuncia ufficialmente la propria partecipazione con una lista autonoma alle prossime elezioni regionali in Campania.

«Siamo la vera proposta elettorale per il Sud – dichiara Rossella Solombrino, segretario del Movimento – a differenza di quei partiti che in questi anni hanno finto di rappresentare i meridionali, rimanendo invece al guinzaglio delle segreterie nazionali. Il Sud ha già pagato abbastanza il prezzo dell’inconsistenza politica, della subordinazione e del tradimento istituzionale».

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In questi anni, si legge in una nota del Movimento, molte regioni del Mezzogiorno sono state governate da presidenti che non solo non hanno difeso i territori, «ma si sono mostrati complici silenziosi di scelte devastanti come l’autonomia differenziata, che rompe l’unità nazionale e priva il Sud di risorse essenziali, la riduzione dei fondi per lo sviluppo e la coesione, destinati proprio a riequilibrare le disuguaglianze territoriali e la sottrazione di opere e investimenti previsti per il Sud nel PNRR, trasferiti arbitrariamente al Nord».

«Siamo stati i primi a denunciare la ripartizione truffaldina del PNRR, e a farlo pubblicamente, con coraggio, anche incatenandoci davanti al Parlamento contro l’autonomia differenziata. Non ci siamo mai fermati. Da cinque anni monitoriamo, denunciamo e sensibilizziamo, senza cedere di un passo» aggiunge il segretario nazionale. Il Movimento Equità Territoriale «si fa promotore di una coalizione meridionalista reale e concreta, e invita tutte le realtà territoriali, associazioni, movimenti civici e piccoli partiti che vogliono davvero rappresentare il Sud a unirsi in questa battaglia».

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«Non possiamo più permettere che il Sud resti senza rappresentanza autentica, questo significa lasciare mano libera ai partiti nazionali, che decidono sempre altrove, mai qui. Serve una scossa. Serve un fronte unito. Serve chi alzi la voce e difenda il Mezzogiorno, senza compromessi» conclude Rossella Solombrino.

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