Voragine a pochi passi dal Maschio Angioino: parzialmente riaperto il transito veicolare

Ancora mistero sulle cause: forse colpa dalla banda del buco

Ieri città paralizzata per il secondo giorno consecutivo dopo la voragine formatasi martedì pomeriggio a Napoli in via Vittorio Emanuele III, angolo via Santa Brigida, a ridosso di Piazza Municipio e a pochi metri dal Maschio Angioino. Ieri, dopo una temporanea riapertura al transito veicolare, il tratto finale compreso tra via Vittorio Emanuele III e via San Carlo è stato nuovamente interdetto fino al tardo pomeriggio per permettere alle squadre della società partecipata Napoli Servizi di procedere all’ultimazione dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza.

L’intervento, protrattosi per quasi l’intero arco della giornata ha riguardato il riempimento dell’intera camera portata alla luce dopo il cedimento del manto stradale. Parte della carreggiata è stata poi riaperta al transito veicolare già nel tardo pomeriggio. Notevole la quantità di metri cubi di inerti e calcestruzzo impiegati per il rifacimento visto che parliamo di una voragine profonda diversi metri. La situazione è attualmente attenzionata dai tecnici del Comune in considerazione del fatto che ci troviamo proprio in prossimità dell’area cantiere della metropolitana.

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Mentre si procede «di buona lena» al ripristino della normalità non mancano voci sulle possibili cause, che, per fortuna hanno generato solo disagi e nulla di più. Come al solito l’opinione pubblica si sta dividendo tra i complottisti che parlano di bande che avrebbe tentato il colpo ad una delle banche della zona; «so state ‘e marjule» urla a gran voce un passante.

Un dubbio legittimo visto che in fondo ci troviamo proprio innanzi agli ingressi di due importanti istituti di credito, Mediobanca e Credito Emiliano, mentre dal cunicolo venuto alla luce dopo il cedimento sono visibili segni, non si sa quanto recenti, dell’apertura di un varco in direzione delle banche. Altri puntano invece il dito contro l’infinito cantiere della metropolitana e gli enormi scavi a esso collegati che stanno coinvolgendo quest’area oramai da anni. Mentre ci si interroga su tutto ciò la situazione intanto pare essere avviarsi alla normalità.

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