Torre Annunziata, la Procura: Sgombro edificio via Grazie necessario

Cinque i nuclei familiari coinvolti

Cinque nuclei familiari sgomberati da un edificio privato, ma locato dal Comune per ospitare una scuola, in quanto tutti occupanti abusivi dello stabile. È l’esito di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, relativo alle accuse di invasione di terreni o edifici di proprietà pubblica. Lo sgombero è avvenuto ieri a Torre Annunziata, al civico 20 di via Grazie.

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Le indagini hanno consentito di accertare che l’occupazione abusiva, del tutto priva di titolo legittimante e protrattasi per diversi anni, riguardava un immobile destinato ad essere utilizzato come scuola elementare, per il quale il Comune ha versato regolarmente i canoni di locazione ai proprietari anche in costanza dell’occupazione abusiva.

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Le operazioni di sgombero, promosse in occasione di una seduta del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Napoli, sono state eseguite da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, con il coordinamento del dirigente del commissariato di Torre Annunziata.

In precedenza, un sesto nucleo familiare, anch’esso destinatario del decreto di sequestro preventivo e relativo ordine di sgombero, che occupava in modo abusivo un appartamento adibito ad alloggio del custode all’interno del plesso scolastico dell’istituto comprensivo Leopardi-Parini-Rovigliano di via Pascoli e sempre di proprietà del Comune di Torre Annunziata, aveva liberato autonomamente l’immobile.

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La necessità dello sgombero

Lo sgombero dei nuclei familiari, spiega in una nota il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, si è reso necessario, quale unica modalità idonea a dare concreta ed effettiva esecuzione al sequestro preventivo, sia al fine di far cessare la permanenza del reato di occupazione abusiva, che si protraeva da anni, pur avendo ad oggetto immobili non destinati a civili abitazioni, sia al fine di destinare questi ultimi alle finalità cui erano preordinati.

Al termine delle operazioni, si è provveduto a rendere inaccessibili gli immobili sottoposti a sequestro, murandone gli accessi, per scongiurare una nuova possibile occupazione abusiva, affidandone la custodia giudiziale all’ufficio patrimonio del Comune oplontino.

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