Ricercato a livello europeo, Giuseppe Saltalamacchia stanato ai Quartieri Spagnoli

Ritenuto responsabile furto e falsificazione di documenti, è il cugino del boss Eduardo Saltalamacchia

Gli agenti della squadra mobile, in collaborazione con il Grupo fugitivos Udyco e il Grupo robos UDEV, ha proceduto all’arresto provvisorio ai fini di consegna di Giuseppe Saltalamacchia, 45enne dei Quartieri Spagnoli, cugino del ras Eduardo Saltalamacchia, perché destinatario di un mandato di arresto europeo, emesso dalle autorità spagnole, per i reati di furto aggravato e falsificazione di documenti.

Gli agenti agli ordini di Giovanni Leuci, insieme all’Unità di contatto dello Sco, hanno rintracciato e bloccato l’uomo presso un’abitazione nei Quartieri Spagnoli. Saltalamacchia, da ricercato, finì in manette già nel 2017, incastrato dalla sua passione per il Napoli. I carabinieri lo rintracciarono in un bar di Agropoli mentre stava assistendo alla partita Napoli-Inter.

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Era ritenuto tra i personaggi più attivi che all’epoca stavano gestendo gli “affari” nella zona del Pallonetto di Santa Lucia dopo i vuoti creati nel clan degli Elia a seguito di una serie di arresti.

In fuga dagli inizi di settembre

Era latitante dagli inizi di settembre per sfuggire a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma: doveva rispondere della rapina di un Rolex da 12mila euro consumata nel marzo del 2016 su via Cassia, nella Capitale, ai danni di un passante. Ma era ricercato anche perché era sfuggito a un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Napoli per evasione.

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I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Centro lo individuarono e catturato mentre assisteva alla partita nel locale in viale Risorgimento. In casa, poco distante, aveva le valigie pronte, in pratica mai disfatte. Questo fece pensare che, durante la latitanza, fossero frequenti i cambi di nascondiglio. Quando i militari della Pastrengo gli si pararono davanti, lui li riconobbe, affermando sconfortato: «Pure qua ad Agropoli?». Poi si lasciò ammanettare. Prima ancora, nel 2013, fu arrestato al Pallonetto di Santa Lucia per spaccio di cocaina insieme ad altre due persone. I tre furono sorpresi mentre cedevano droga a tre acquirenti trovati in possesso di altrettante dosi di cocaina.

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