Via libera Senato al decreto carceri ma con l’opposizione è ancora scontro

Tra le misure l’assunzione di mille agenti nei prossimi 2 anni

L’Aula del Senato approva, con 104 sì, 73 no e un astenuto, il decreto carceri che ora passa alla Camera. Il centrodestra esulta, mentre l’opposizione parla di misure «inutili» che non incidono minimamente sull’emergenza carceraria che registra 67 suicidi tra detenuti e agenti dall’inizio dell’anno. Le polemiche, insomma, non si fermano e il centrosinistra compatto, che in Commissione aveva abbandonato i lavori «per l’ impossibilità di aprire un serio confronto» con governo e maggioranza, torna a contestare il provvedimento per il quale pone anche la questione pregiudiziale che però viene bocciata. Sottolineando, in ogni sede, «l’assenza del Guardasigilli Carlo Nordio».

Il decreto, che dovrà essere approvato dalla Camera e quindi convertito in legge entro il 2 settembre, prevede, tra l’altro, l’assunzione di mille agenti nei prossimi 2 anni; misure a favore dei detenuti come la possibilità di fare più telefonate; l’introduzione del reato di ‘peculato per distrazione’ che dovrebbe compensare in parte, secondo il centrodestra, l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Per i tossicodipendenti detenuti, grazie ad un odg di FI trasformato in emendamento, c’è una maggiore possibilità di scontare la pena in comunità anziché in carcere.

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La soddisfazione del centrodestra

Il leader di FI Antonio Tajani dice che con questo testo «si migliorano le condizioni di vita in carcere» anche se riconosce che «ci sono 10mila detenuti di troppo». Mentre il capogruppo in Commissione Giustizia Pierantonio Zanettin assicura: «L’impegno di FI per le carceri non si esaurisce con questo decreto», sottolineando anche le iniziative in corso con i Radicali per visitare tra l’altro gli istituti penitenziari italiani. E parla di «intervento normativo coraggioso ed equilibrato» il relatore del dl Sergio Rastrelli (FDI). L’altra relatrice, presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, osserva che si tratta di «un pacchetto di misure utili» anche se «certamente serviranno nuovi interventi» perché il tema «deve continuare ad avere l’attenzione che merita».

La minoranza

Punta il dito contro il sovraffollamento, anche per colpa delle leggi fatte da questo governo, il capogruppo Dem in Commissione Giustizia, Alfredo Bazoli, che definisce il decreto «tardivo, scarno e inutile». Il senatore M5S Roberto Scarpinato assicura che la maggioranza non ha alcuna intenzione di risolvere la situazione perché «la percentuale di colletti bianchi che è in carcere è irrisoria» e a loro interessa solo di quelli. Ilaria Cucchi, di AVS, legge i nomi di tutte le 67 persone che si sono tolte la vita dietro le sbarre. Mentre Mariastella Gelmini dice che il decreto è «poca cosa rispetto alla gravità dei problemi».

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«C’era da fare una sola cosa contro sovraffollamento e suicidi», osserva Ivan Scalfarotto, «ed era prevedere una misura deflattiva delle persone detenute» e loro «non l’hanno fatto». Parla di «gestione arrogante da parte della maggioranza» la responsabile giustizia Pd Debora Serracchiani» che bolla il decreto come «incostituzionale». Gli «svuota carceri non risolvono i problemi», incalza Erika Stefani (Lega) che sottolinea come la riforma arrivi dopo «anni di inerzie».

Ma sul fronte carceri si registrano anche altre iniziative

A cominciare dalla pdl trasversale presentata da +Europa alla Camera che prevede «un periodo non inferiore a 15 giorni di esperienza formativa carceraria» per i magistrati. Porta i nomi di Leonardo Sciascia e di Enzo Tortora ed è firmata da FI, Pd, IV, Avs, NM e Azione. E al Senato sono destinati a far discutere anche 2 ddl di FdI e Lega che puntano, tra l’altro, a potenziare le Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) dentro le carceri e a prevedere l’istituzione di sezioni specializzate per i detenuti affetti da disturbi mentali. Intanto la pdl di Roberto Giachetti, secondo la quale chi si comporta bene dovrebbe avere uno sconto di pena, resta in Commissione. A «scrutinio segreto però – assicura un esponente di FI – verrebbe votata da tutti».

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