Inchiesta su politica e camorra a Melito, assolto l’ex sindaco Mottola

Cadute le accuse per l’allora primo cittadino, per il giudice «il fatto non sussiste». Inflitte pene per oltre 80 anni a 14 imputati

Era l’aprile del 2023, quando Melito fu scossa da un terremoto giudiziario generato da un’inchiesta della Direzione investigativa antimafia che portò all’arresto di 18 persone, tra cui l’allora sindaco, Luciano Mottola. A distanza di poco più di due anni è giunta la sentenza che ha stabilito l’assoluzione per Mottola, ma anche per Rosario Ciccarelli, Antonio Cuozzo, Rocco Marrone, Emilio Rostan (condannato per altro), Luigi Ruggiero e Giuseppe Siviero (condannato per altro), perché il fatto non sussiste.

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Una vittoria per l’ex sindaco che, nelle pagine dell’ordinanza non figurava in alcuna intercettazione. L’inchiesta portava pesanti accuse, a vario titolo, nei confronti degli indagati. Dallo scambio elettorale politico mafioso, alla corruzione; dagli attentati ai diritti politici del cittadino, all’associazione di tipo mafioso. Fino al concorso esterno in associazione mafiosa e tentata estorsione. Tra gli assolti anche l’ex presidente del consiglio comunale Rocco Marrone. Ma ci sono numerosi condannati.

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Le condanne

Giuseppe Siviero, accusato – tra l’altro – di camorra, ha rimediato dieci di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali; Francesco Siviero condannato a 8 anni e otto mesi. Otto anni e otto mesi anche per Francesco Della Gaggia, mentre Luciano De Luca ha rimediato otto anni e 4 mesi. Salvatore Chiariello e Vincenzo Marrone hanno rimediato otto anni; Antonio De Stefano, Edoardo Napoletano e Luigi Tutino otto anni, oltre al pagamento delle spese processuali; Antonio Cuozzo e Luigi Ruggiero condannati a cinque anni e 4 mesi. Marco Ascione quattro anni e otto mesi; Emilio Rostan due anni e otto mesi; Rosario Martinelli un anno e otto mesi.

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