Cacciato e picchiato perché figlio del boss pentito

Quattro indagati per il pestaggio a Giacinto Giuliano: il padre è Raffaele detto ‘O zuì. Era tornato a Forcella malgrado il divieto imposto dal cugino Ciro

Picchiato a calci e pugni e persino con alcune stampelle ortopediche per aver osato rimettere piede a Forcella malgrado fosse stato cacciato. È una delle contestazioni che emergono nell’ultima ordinanza che ha colpito il clan Mazzarella. Gli indagati per l’episodio sono Ciro Giuliano, Giuseppe Mauro, Luigi Esposito e Giovanni Capuano. Secondo le contestazioni «in concorso» avrebbero aggredito Giacinto Giuliano, figlio di Raffaele Giuliano detto ‘O zuì, attuale collaboratore di giustizia. La cacciata dal rione era avvenuta proprio per questo.

Giacinto aveva fatto rientro a Forcella nonostante il diniego imposto dall’organizzazione e, in particolare, da Ciro Giuliano, per il suo «status di figlio di collaboratore di giustizia». Un pestaggio violento che causò un «trauma cranio facciale» e contusioni multiple, con una prognosi di 20 giorni». Quel pestaggio fu mal digerito da Salvatore Giuliano.

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Era il 7 luglio del 2020 e il giorno dopo Giuliano riferì ad alcune persone che l’aggressione subita da Giacinto non doveva verificarsi senza il suo preventivo consenso. Nessuno doveva muoversi senza averne prima parlato con lui. Uno dei presenti, affermò: «Stava tutto scassato quel Giacinto… cugì!». E Salvatore replicò: «È normale, mi ha chiamato Alessio e mi ha detto che quello stava andando in ospedale […] O cugì non devono prendere iniziative ’a per lor’, ne devono discutere con me prima di fare una cosa! […] Se no lo abboffo io di mazzate a Iui!». Giuliano era un capo e voleva far valere il suo status.

Il racconto di Giacinto Giuliano

Il racconto del pestaggio lo fa lo stesso Giacinto mentre parla con la madre. Dice che nel palazzo erano presenti Giuseppe Mauro detto spaghetto, Luigi Esposito, Ciro Giuliano detto ‘ciro Ciro’ e il cognato di quest’ultimo, Giovanni Capuano. «Si sono riuniti tutti quanti sotto al palazzo, questo è perché quello ce l’aveva la pistola hai capito? Aveva anche il coltello non mi ha dato nessuna coltellata hai capito».

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La madre, per far comprendere al figlio l’attuale situazione criminale esistente a Forcella afferma: «Ora stanno in questa palla loro che loro sono questo, sono quello, hai capito? Quella è tutta spazzatura, si ammazzano con le loro mani, stanno pieni di guardie e polizia, pieni di infami si arricettano solo loro con le loro mani. Dai tempo al tempo, senza che nessuno passa un guaio, si arricettano solo loro. Uno alla volta muoiono tutti quanti. O muoiono in galera o li uccidono, perché la strada questa è. Non è che scendono la mattina e vanno a lavorare, già sono sui giornali, le guardie già sanno tutto hanno i minuti contati o muoiono in galera o muoiono uccisi».

«Lo zio Nunzio si facevi i fatti suoi»

Poi il consiglio: «Tu comunque, domani mattina, vattene da lì, se te ne puoi andare fuori ancora meglio, perché a Napoli, dove vai vai è tutta merda. Lo zio Nunzio si facevi i fatti suoi a via Petrarca e lo uccisero». Il riferimento è a Nunzio Giuliano, fratello di Luigino, estraneo alle logiche malavitose e assassinato. Un delitto che non ha mai avuto un colpevole.

Poi la donna insiste: «Loro e i Mazzarella sono una cosa, questa gente non la devi nemmeno nominare, non ti devi fidare di nessuno, lo vuoi capire? Con la patata bollente del figlio del pentito nessuno le piglia le tue parti – poi aggiunge – Tu della malavita non capisci niente, tu qua a Napoli non capisci un cazzo, te lo sto dicendo da quando sei venuto: da qua te ne devi andare. Lo zio Nunziello era una persona perbene, lo hanno ucciso a via Petrarca come un cane, hai capito! Giannino (il figlio di Luigino) aveva la sorella che era la guappa, l’hanno ucciso in mezzo a Forcella, mi capisci! Capisci! Io zio Nunziello era una persona perbene a via Petrarca lo sai che significa ad ucciderlo a via Petrarca? È una zona talmente importante di Napoli che mai nessuno ha fatto qualcosa lì. Lo zio Nunziello lo hanno azzeccato ‘nderr a via Petrarca solo perché era il fratello del pentito, capisci mo? Fecero passare tanti anni, però alla fine lo hanno ucciso, capito? Solo perché la colpa di quello era il fratello del pentito».

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