«Ettore Bosti mafioso con la benedizione della madre»

Le dichiarazioni del collaboratore De Rosa: «Si frenava un po’ se il padre e lo zio erano liberi, ma in loro assenza scatenava la sua mafiosità»

«Ettore Bosti ha sempre fatto il mafioso, anche contro il volere del padre. E ha a che fare con tutti gli uomini del padre e dello zio; e si frenava un po’ se il padre e lo zio erano liberi, ma in loro assenza scatena la sua mafiosità – Così il collaboratore di giustizia Giuseppe De Rosa nel corso dell’interrogatorio del 13 maggio 2016 allegato all’ultimo provvedimento che ha riguardato i vertici dell’Alleanza di Secondigliano – È molto protetto dalla madre (Rita Aieta, una delle tre sorelle che hanno sposato i vertici dell’Alleanza di Secondigliano), alla quale alla fine fa piacere che il figlio faccia la malavita. Le piace il figlio malavitoso, e lo sostiene. Dimostra agli altri di temere lei stessa il figlio per esaltare il fatto che il figlio fa paura a tutti».

Una personalità particolare, quella di «’O russ». Lo spiega sempre De Rosa: «Ettore dà fastidio ad altri clan; in un’occasione qualcuno dei Mazzarella litigò con Ettore e gli diede il casco in testa al corso Garibaldi, davanti a tutti. Ettore Bosti disse che questi due dei Mazzarella avevano anche detto male parole all’indirizzo di Patrizio Bosti. Cosa che invece non era vera: intervenne anche zi’ Menuzzo (il defunto Carmine Montescuro, ndr), subito chiamato per capire l’accaduto e mettere pace, e scoprì che non era vero che i due avevano offeso Patrizio ma era stata solo una lite con Ettore». Poi De Rosa aggiunge: «Lo temono e un po’ lo vogliono scansare ma tutti gli obbediscono. Ettore fa parte del clan e tutti lo ascoltano e obbediscono. E lo temono».

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