«Non riusciamo a darci pace, presto emergerà la verità»

Il dolore dei genitori di Cristina Frazzica, la 30enne travolta e uccisa mentre era su un kajak nelle acque di Posillipo

Il sostituto procuratore Vincenzo Toscano ha fissato per domani alle 13 l’autopsia sul corpo di Cristina Frazzica, la 30enne morta nel pomeriggio di domenica scorsa dopo essere stata travolta mentre era in gita in canoa nelle acque di Posillipo, insieme con un amico avvocato ancora sotto choc, ma praticamente illeso. Ad assistere la famiglia per l’autopsia sarà il medico legale Maurizio Saliva, mentre ad assistere i genitori, Angela e Luigi, sarà l’avvocato Gianluca Giordano. La famiglia di Cristina è sconvolta: «Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e siamo sicuri che presto emergerà la verità. Per ora non riusciamo a darci pace: andremo fino in fondo per capire cos’è successo».

Già, cosa è successo? L’inchiesta procede, ma gli elementi che devono trovare ancora una collocazione sono vari. Nel registro degli indagati è iscritto l’avvocato Guido Furgiuele, al timone dell’imbarcazione che ha soccorso l’amico di Cristina. Il sospetto è che il cabinato di 18 metri sul quale viaggiava possa essere responsabile anche dell’impatto. Tuttavia, ci sono elementi che ancora non hanno fatto incasellare le ipotesi nel cassetto delle certezze. Agli inquirenti che l’hanno ascoltato il penalista ha riferito di avere invertito la rotta mentre era diretto verso il porto, quando una delle persone a bordo non gli ha segnalato la presenza di un ragazzo in acqua che si sbracciava.

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Dopo il recupero del naufrago è scattato l’allarme che ha consentito il ritrovamento del corpo, purtroppo senza vita, della ragazza, residente in Lombardia ma originaria del Reggino. «Lui (il superstite) ha detto che la ragazza era stata investita da un motoscafo velocissimo, ed eravamo convinti che non fosse la mia barca. Perché viaggiavamo a circa venti nodi e nessuno ha avvertito alcun impatto. Più di soccorrerlo e dare l’allarme non potevamo fare», ha riferito l’avvocato. A bordo della barca c’erano sei ospiti e anche loro sarebbero stati ascoltati come persone informate dei fatti.

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