Europee, Raffaella Docimo: «Con Fdi per rilanciare la Sanità»

La candidata al ilSud24: «Tanti i problemi tra tagli, carenze, burocrazia, liste di attesa, stipendi inadeguati, personale insufficiente»

Raffaella Docimo, candidata tra le file di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo per la circoscrizione Sud è direttore della cattedra e della scuola di specializzazione di Odontoiatria Pediatrica dell’Università di Roma Tor Vergata. Di origini calabresi si laurea a Napoli in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti. Raffaella Docimo è una professionista a tutto tondo, crede nell’importanza della sanità pubblica decidendo per questo di dedicarvi il proprio impegno in maniera esclusiva. Si occupa attivamente di prevenzione odontoiatrica nell’età evolutiva, (0 – 14 anni), con un’attenzione oggi sempre più mirata anche alla prevenzione prenatale.

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«Oggi non si può prescindere – afferma la professoressa Docimo in un’intervista a ilSud24.it – da una odontoiatria valida e puntuale, come previsto anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità che ha riconosciuto che la salute orale è fondamentale per il benessere dell’individuo».

Il trasferimento

Nata a Cosenza, vissuta a Napoli, si laurea con il massimo dei voti alla prima Università partenopea dopo un brillante percorso accademico, dopodiché la sua carriera è fiorita altrove. Una scelta o la Campania non offriva valide opportunità?

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«Ho svolto i miei studi a Napoli dove ho vissuto con la mia famiglia fino al matrimonio. Mi sono infatti trasferita a Roma per seguire mio marito Luigi Chiariello, cardiochirurgo dell’Università di Roma Tor Vergata. Qui ho iniziato anche io la carriera universitaria. Nel mio caso non posso parlare di fuga, quanto piuttosto di una scelta dettata da esigenze familiari. Naturalmente ho sempre mantenuto i miei rapporti con il territorio e vengo spessissimo a Napoli dove ho mia madre e i miei fratelli».

La scelta

Ci risulta essere questa la sua prima candidatura in assoluto in una consultazione elettorale; cos’è che l’ha spinta a scendere in campo per Fratelli d’Italia?

«È la mia prima candidatura e la proposta è arrivata direttamente da Arianna Meloni il 29 aprile scorso. Poche ore molto intense sono bastate per decidere, condividendo questa scelta con la mia famiglia e soprattutto mio marito che mi ha aiutato come sempre, supportandomi nelle scelte importanti della mia vita. Questa scelta è stata il coronamento di un’idea che ho sempre avuto, ovvero quella di mettermi a disposizione e al servizio della collettività, convinta del fatto che ciascuno di noi può e deve, se chiamato, offrire il proprio contributo e la propria esperienza»

Ha dichiarato in una precedente intervista della sua amicizia con il ministro Sangiuliano già dai tempi del liceo; potrebbe raccontarci qualche dettaglio in più?

«Conosco il ministro Sangiuliano dai tempi della scuola; all’epoca io ero al Liceo Nazareth mentre lui frequentava il liceo Sannazaro. Per un periodo ci siamo persi di vista poi, come se il tempo non fosse mai passato, ci siamo reincontrati riprendendo quel bellissimo rapporto di amicizia che avevamo sospeso e che oggi mi lega a lui e alla moglie»

Quindi della sua candidatura potremmo dire che c’è un poco del suo zampino

«Il ministro è un’esponente di punta di Fratelli d’Italia e mì è stato vicino fin dall’inizio in questo percorso di candidatura, accompagnandomi in quest’esperienza così impegnativa».

La passione per il giornalismo

Lei è una donna eclettica: prima di intraprendere la carriera nell’ambito scientifico-sanitario ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del giornalismo. Cosa l’ha spinta a questo cambio di direzione?

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«In realtà non ho mai cambiato direzione. Finito il liceo classico Nazareth, mi fu proposto quasi per gioco di lavorare a Canale 21 mentre frequentavo l’università. Mi dividevo tra lo studio e la passione per il giornalismo al punto che ero costretta, ma felice, a studiare anche di notte per recuperare le ore che trascorrevo in redazione. Collaboravo anche al Mattino e a Napoli Notte. Poi ad un certo punto del mio percorso mio padre mi pose di fronte una scelta, giornalismo o medicina; decisi per la medicina ma con un occhio sempre attento al giornalismo che di fatto non ho mai abbandonato. Ancora oggi collaboro su stampa e televisione, legata al giornalismo da un piccolo cordone ombelicale mai reciso. Sono stata fortunata perché, anche se con un po’ di sacrificio ma sempre con tanto entusiasmo, ho potuto coltivare più interessi e passioni»

La sfida in Europa

Se dovesse essere eletta quali saranno le priorità sulle quali proverà a intervenire

«Certamente la sanità e ovviamente la buona sanità nella quale ho sempre creduto. I problemi non mancano, soprattutto nel Mezzogiorno. Li conosciamo tutti: tagli, carenze strutturali, burocratizzazione, liste di attesa, inadeguatezza degli stipendi, personale sanitario e parasanitario insufficiente. Ma se la sanità costa, la salute produce ricchezza: non è uno slogan elettorale ma è ciò in cui davvero credo. Dobbiamo lavorare tutti per produrre la nostra ricchezza. Queste elezioni europee sono importanti e dobbiamo proporci in Europa più competitivi, forti delle tante eccellenze che abbiamo. Si deve investire in salute e formazione. Non possiamo permetterci di formare i nostri giovani e vederli poi partire per lavorare fuori. In definitiva, non possiamo non investire in salute, formazione e crescita».

Il Servizio sanitario nazionale

Professoressa, una domanda sul suo ambito professionale che ha anche un senso politico sul quale si dovrebbe intervenire. Lei sa benissimo che l’ortodonzia ad ampio spettro rappresenta una voce pesante nel bilancio di una famiglia, specialmente quando si hanno figli; perché il SSN interviene così marginalmente su tali interventi lasciando fuori convenzione ad esempio protesi ed impianti.

«È un punto nodale. Purtroppo il SSN ha attraversato un periodo difficile, che ha comportato una riduzione delle prestazioni garantite non solo in ambito odontoiatrico, ma in quasi tutte le discipline. Di questo ne ha sofferto anche la prevenzione che ha visto una contrazione delle possibilità di controlli, di follow-up durante e dopo il Covid. Ciò è accaduto anche in ambito odontoiatrico, in un settore in cui ritengo bisognerà rivedere probabilmente la lista delle terapie erogabili e fra queste naturalmente protesi, implantologia e ortodonzia. Le fasce protette, come quelle degli anziani e i soggetti in età pediatrica, dovranno essere tutelate per le cure odontoiatriche necessarie da un punto di vista clinico e funzionale»

È d’accordo sull’abolizione del numero chiuso a Medicina?

«È un tema attuale che richiede riflessioni attente e profonde perché investe la formazione dei nostri ragazzi, molti dei quali oggi dopo la laurea cercano lavoro oltre i confini. È un argomento quindi che deve essere declinato in rapporto al diritto allo studio, alla domanda, alla offerta di lavoro e alla gratificazione post-laurea sul piano professionale e anche economico. È importante aumentare l’accesso all’università, ma anche stabilire il numero di medici, degli operatori sanitari, di cui si ha bisogno, garantendo poi che le prospettive di lavoro che vengono loro offerte nei nostri territori dopo la laurea siano competitive con l’offerta fatta da altri paesi».

 

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