Portici, Alessandro Caramiello: «Porterò Enzo Cuomo in tribunale»

L’onorevole replica al primo cittadino

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’onorevole Alessandro Caramiello che replica al sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo.

«Da anni il Movimento 5 Stelle di Portici chiede dall’Amministrazione un’operazione di trasparenza e legalità finalizzata a intercettare tutti gli episodi di abusivismo edilizio: dalle ville del ‘700 abbattute con un colpo di spugna ad un mercato che reca numerosi venditori abusivi».

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«In un Comune in cui, col lasciapassare di certa politica, regna sovrana l’illegalità, mi stupisce l’attacco mediatico che mi ha visto protagonista negli ultimi giorni. Come apprendo dalla stampa, i miei genitori sono stati accusati di essere proprietari di una casa che presenta un “soppalco estraneo alle visure catastali” e “due balconcini stretti, detti alla romana, poi sostituiti da un balcone unico” e che “una finestra è stata trasformata in un vano di accesso al balcone”».

«Queste accuse non piovono dal cielo, ma sono il frutto di un’ordinanza di demolizione emessa, guarda caso, dal Comune di Portici, Amministrazione che – da consigliere prima e da Parlamentare ora – avverso quotidianamente per la gestione sciagurata del Primo Cittadino. Ma, preferisco entrare nel merito, smontando il castello di falsità e menzogne costruite ad arte per screditare la mia figura, sfruttando vergognosamente la pelle di mio padre e mia madre, gravemente malati».

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«Anzitutto, va detto che l’immobile, insito in una Villa Vesuviana del 1751, fu acquistata negli anni ’70 dai miei genitori, decade in cui fu inserita dal Ministro per i beni culturali nell’elenco delle ville vesuviane del XVIII secolo da restaurare. Per questo motivo nel ’98 il Ministero decretò che la Villa fosse sottoposta a tutte le disposizioni in materia di tutela di immobili che presentano un interesse artistico, storico, archeologico, come del resto comunicato dalla Soprintendenza al comune di Portici sempre in quell’anno».

I lavori di ristrutturazione

«Successivamente, nel 2008, dopo tante battaglie che hanno visto in prima linea la mia famiglia, iniziarono i lavori di ristrutturazione in tutta la villa settecentesca, dando seguito ad altre opere d’intervento presenti sin dagli anni ’80. Ecco, a questo punto il dubbio è legittimo: se l’intero sito è sottoposto al vincolo della Soprintendenza, e quest’ultima ha sempre rilasciato i nullaosta a procedere per realizzazione di interventi, come mai il Comune si arroga il diritto di scavalcare la Soprintendenza?»

«Cioè, se l’organo periferico del Ministero non ha mai rilevato difformità, tanto da rilasciare i permessi, perché l’Amministrazione – solo a seguito di denunce anonima, guarda caso – ha deciso di mettere nel mirino l’immobile dei miei genitori?»

«Ora, al netto del fatto che il Comune non ha titolo per mettere in discussione il lavoro della Soprintendenza, va puntualizzato anche che il tanto contestato soppalco (certamente non rinvenibile dalle vecchissime planimetrie) era presente all’atto dell’acquisto dell’appartamento, e quindi ben prima che venisse apposto il vincolo nel ’98, come si evince addirittura dai verbali di un’assemblea condominiale del 1918 e dalle evidenze fotografiche degli anni ’60. Analogamente, anche i due balconi in piperno risalgono ad un momento storico antecedente l’acquisto dell’immobile, giacchè – come periziato da tecnici del settore – il materiale lavico utilizzato risale addirittura all’800, e dunque anteriormente ad una legge del ’67 che imponeva l’obbligo del preventivo rilascio del titolo edilizio per le nuove costruzioni. Ciò premesso, la mia famiglia ha già effettuato il ricorso al TAR dimostrando con una relazione tecnica tutte le falsità orchestrate per colpire me».

Caramiello: «Non indietreggerò di un millimetro»

«Infine, come se non bastasse, il Sindaco di Portici ha violato la privacy mia e quella dei miei genitori, prima pubblicando l’esatta ubicazione dell’appartamento in cui risiediamo e poi, addirittura, sbattendo in pubblica piazza, ancora una volta sui social, una mia conversazione privata con una nostra concittadina. In particolare, Cuomo ha reso pubblico il frammento di una conversazione privata tra me e una signora. Per questo motivo, oltre a mettere al corrente la collega Elly Schlein e altri vertici del PD del ‘caso Portici’, porterò il Sindaco in tribunale. Pertanto, non indietreggerò di un millimetro, anzi, più vorranno colpirmi, più continuerò a denunciare e a chiedere al popolo di Portici un vero cambiamento per la città della Reggia».

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