L’espansione del clan Mazzarella favorita dal terremoto

Così la cosca del rione Luzzatti si fece largo a Marigliano

C’è una ragione ben precisa se organizzazioni criminali come il clan Mazzarella si sono, progressivamente, estese anche nei comuni della provincia. Ed è una spiegazione legata ad una delle pagine più controverse della storia moderna di Napoli, quella legata al terremoto del 1980 e, soprattutto, alla ricostruzione che ne seguì. Il sisma, oltre a lasciarsi dietro una scia di lutti e miserie, ebbe, tra le sue conseguenze più tragiche quella dei danni alle abitazioni comprese, quelle, occupate da nuclei familiari in odore di camorra.

La soluzione, dettata dall’emergenza, fu il varo di una legge che prevedeva, in tempi rapidissimi, la costruzione di alloggi popolari da assegnare a chi aveva perso la propria casa o l’aveva avuta, irrimediabilmente, danneggiata dal terremoto. Il provvedimento, conosciuto come legge 219/91, prevedeva che in zone dell’hinterland napoletano, come ad esempio Scampia, o della provincia, come appunto Marigliano, fossero edificati nuovi insediamenti urbani, i famosi quartieri popolari.

Pubblicità

Una strategia che, se da un lato ebbe sicuramente effetti positivi, dall’altro non tenne nella giusta considerazione le conseguenze che una massiccia emigrazione di persone, tra cui interi gruppi criminali, avrebbe avuto sulle zone dove gli insediamenti sarebbero stati costruiti. Conseguenze che cominciarono a manifestarsi nella primi anni del nuovo millennio quando nelle zone di Marigliano e San Vitaliano, entrambe al confine con l’agro nolano, dove si verificarono scontri tra la camorra locale, come la cosca Castaldo-Capasso, e ‘costole’ di sodalizi napoletani come i Mazzarella e i Sarno.

Clan Mazzarella, la guerra di camorra con i Castaldo-Capasso

Una delle faide più sanguinose, i cui effetti si registrano ancora oggi, fu quella combattuta tra i ‘mazzarelliani’, appoggiati dal gruppo Autore del rione Pontecitra, e il sodalizio fondato dal boss Antonio Capasso ‘’o sfaldista’. La guerra, almeno inizialmente, vide prevalere i ‘napoletani’ e i loro alleati con i sodalizi autoctoni costretti, progressivamente, a sottomettersi agli invasori.

Pubblicità

Le cose cambiano, però, grazie all’intervento delle forze dell’ordine che, nel 2006, eseguono oltre 40 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti esponenti del gruppo Autore-Mazzarella. Una spallata che, involontariamente, favorì la ripresa dei sodalizi mariglianesi che, ormai senza più rivali, ripresero il controllo del territorio. Anche loro, però, finiscono nel mirino degli investigatori e un nuovo provvedimento, nel 2007, scompagina anche il gruppo Castaldo-Capasso ripristinando, di fatto, l’equilibrio criminale.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Movida ostaggio del degrado: tra cantieri, rifiuti e blackout il centro storico si svuota

Dai lavori in via San Sebastiano al degrado in piazza del Gesù Disordini nei luoghi della movida nel weekend, ma non per la vita notturna...

Napoli, troppe armi in strada: più forze dell’ordine e nuove telecamere

Piantedosi: «Non c’è emergenza acuta, ma serve agire» Napoli non è dentro una emergenza criminale acuta, ma la presenza di troppe armi in strada impone...

Ultime notizie

Casalesi, otto in carcere: raid e bombe per imporre la fazione Zagaria

Pressioni anche sull’organizzazione di un funerale Raid armati, attentati e pressioni sulle attività economiche per riaffermare la forza del clan. È il quadro dell’inchiesta che...

Giuseppe Conte parla di pace e scatena una guerra nel centrosinistra

La testardamente unitaria Elly Schlein si sfila e non dice una parola Giuseppe Conte ha provato a colpire la corsa al riarmo, ma il primo...

Calcio, Lorenzo Insigne riparte dalla Sampdoria: polemiche tra i tifosi doriani

L’ex Napoli firma fino al 2027, con opzione per il 2028 La nuova maglia di Lorenzo Insigne sarà quella della Sampdoria. Dopo il ritorno in...