Affitti non riscossi, Rispoli: «Lontani dalla soluzione dopo anni di clientelismo»

«Garantiti alloggi anche agli occupanti abusivi, senza graduatorie. Vergognoso»

Negozi, attività commerciali, istituti religiosi, partiti ma anche tantissimi semplici cittadini suddivisi tra alloggi di edilizia residenziale pubblica e alloggi di proprietà comunale. A Napoli il tasso di morosità degli inquilini che usufruiscono degli immobili di Palazzo San Giacomo è altissimo. La Corte dei Conti, da quanto è emerso negli ultimi giorni, ha stimato che gli affitti non riscossi ammonterebbero a circa 283 milioni di euro. Ma la cifra potrebbe essere anche ben più alta e la Procura contabile ha notificato 15 inviti a dedurre per provare a chiarire una situazione che, per le disastrate casse del Comune di Napoli, è una profonda ferita. Ma come si è arrivati a tutto ciò?

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«È dipeso da anni di assoluta distrazione, per essere bravi, che hanno avuto tutte le amministrazioni, anche precedenti a quella attuale, sulla gestione del patrimonio che è stata sempre una gestione caratterizzata dal clientelismo e da scelte che venivano condizionate ovviamente dalla politica» spiega Luigi Rispoli, vicepresidente di Fratelli d’Italia a Napoli e segretario provinciale del sindacato inquilini ‘Assocasa’, a ilSud24.it.

«Oggi – aggiunge – viene a maturarsi un’inchiesta che è partita qualche anno fa, quando ancora il sindaco era De Magistris, tant’è vero che uno dei destinatari di questi provvedimenti è proprio il suo ex capo di gabinetto, Auricchio, oggi al commissariato di governo per Bagnoli, purtroppo».

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La gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli

Una situazione allarmante, cresciuta decennio dopo decennio. Ma oggi i nodi arrivano al pettine. «Palazzo San Giacomo, la nuova amministrazione, nell’ambito di quelle che sono le prescrizioni del “Patto per Napoli”, sono obbligati ad avere una gestione completamente diversa del patrimonio. Loro hanno l’obbligo di mettere tutto a rendita. Non è più immaginabile che ci siano delle zone franche o soggetti che occupano gli immobili di proprietà del Comune senza pagare il canone dovuto. E da questo punto di vista credo che l’amministrazione comunale sia in ritardo per quello che riguarda la regolarizzazione dei contratti di locazione, che poi sono il cuore dell’inchiesta di cui ci stiamo occupando oggi» sottolinea Rispoli.

Luigi Rispoli
Luigi Rispoli

L’amministrazione comunale «ha puntato tutto sulla vendita degli immobili e per fare questo ha creato una società partecipata con Invitalia che provvederà alla cessione dei cespiti, soprattutto quelli di pregio. La conseguenza naturalmente sarà che la città (per consentire a Manfredi di candidarsi e quindi con la stipula del “Patto per Napoli”) sostanzialmente diventerà più povera».

Eppure strade alternative c’erano. «Mi sarei aspettato – spiega – una maggiore attenzione sulla regolarizzazione dei contratti di locazione e soprattutto sulla sanatoria di quelle situazioni che veramente sono inaccettabili. Come per esempio l’occupazione dei centri sociali che non si capisce come e perché – come nel caso di quelli del centro sociale dell’ex OPG che sostanzialmente all’interno fanno anche delle attività di carattere commerciale – non debbano pagare un fitto. Anzi addirittura l’amministrazione comunale, per spendere circa 16 milioni di euro che sono destinati al recupero dello storico palazzo, è dovuta scendere a patti con questi occupanti abusivi e praticamente stabilire con loro le modalità di intervento, che è una cosa proprio folle, assolutamente folle».

L’edilizia residenziale pubblica

Nel frattempo ci sono gli immobili di edilizia residenziale pubblica che versano in uno stato pietoso. «Sono anni, ma proprio anni, che l’amministrazione comunale non programma una serie di interventi di manutenzione ordinaria» rileva Rispoli che aggiunge: «Ci sono tantissimi fabbricati di edilizia residenziale pubblica che avrebbero bisogno almeno del rifacimento dei solai di copertura, di lastrici di copertura, perché piove all’interno delle abitazioni, ma da questo punto di vista prima l’amministrazione de Magistris, prima ancora quella di Iervolino e oggi quella Manfredi, non ci sentono. Loro sono bravissimi e interessatissimi quando si tratta di spendere milioni e milioni di euro come in questo momento stanno facendo a Taverna di Ferro e a Scampia».

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È incredibile, inoltre, che stiano «garantendo una casa nuova anche a chi ha occupato abusivamente l’alloggio. Una cosa vergognosa sulla quale c’è un silenzio incredibile che noi non riusciamo veramente a comprendere. Praticamente una norma approvata da De Luca in Regione Campania ha consentito che gli occupanti abusivi, che sono all’interno dei fabbricati interessati da questi interventi possano rientrare tranquillamente nelle nuove abitazioni che si andranno a costruire. Una cosa assolutamente vergognosa, considerato quante persone sono da anni, rispettose della legge, in graduatorie e aspettano di poter avere un alloggio. Purtroppo questo è».

Molti inquilini degli alloggi erp però rifiutano di pagare perché dicono che il Comune li fa vivere in condizioni pietose, che manca la manutenzione. «Questo è un atteggiamento sicuramente sbagliato, l’atteggiamento corretto invece è pagare quello che è dovuto. A Napoli c’è una percentuale di morosità altissima. È doveroso non dare alibi all’amministrazione comunale, organizzarsi e pretendere la manutenzione degli edifici. Questo dal nostro punto di vista è l’atteggiamento più corretto. Quello più sbagliato è non pagare perché si finisce per fornire un alibi. Tanti morosi, non ci sono le risorse e quindi noi praticamente non riusciamo a garantire la manutenzione. Invece no, bisogna pagare e poi pretendere che si facciano gli interventi».

Affitti non riscossi dal Comune di Napoli: soluzione lontana

Ma prima o poi si riuscirà a risolvere il problema degli affitti non riscossi? «Loro hanno fatto una nuova società partecipata che provvederà alla gestione di questo patrimonio immobiliare che partirà dal primo gennaio 2025. Napoli Servizi manterrà solo l’altra parte dei servizi che attualmente gestisce. Perché, come sai, Napoli Servizi, oltre a gestire il patrimonio immobiliare, si interessa anche della piccola manutenzione degli edifici scolastici gestiti dal Comune, la manutenzione stradale e un altro paio di cosette così. Loro continueranno a mantenere questi servizi, ma lasceranno la gestione del patrimonio immobiliare in favore di questa nuova società che hanno costituito».

«Ma è un problema soltanto di scatole cinesi, in realtà il know-how sarà sempre lo stesso, perché i dipendenti della Napoli Servizi che sono impegnati sulla gestione passeranno in toto alla nuova società e quindi il management sarà sempre lo stesso. Da questo punto di vista cambierà poco, il problema è anche la gestione che è assolutamente inadeguata. Ma ormai Napoli Servizi è diventato il rifugio peccatorum di tanti trombati, perché nel management ci sono anche ex assessori, altre persone che lavoravano nelle segreterie degli assessori negli anni della giunta Iervolino».

È un problema di guida insomma. «Non mi pare che abbiano assunto dei professionisti che hanno un’esperienza nel campo e nella gestione di questo tipo di patrimoni. Fatte ovviamente le dovute eccezioni, poche per la verità, c’è una carenza di personale proprio preparato per poter fare un lavoro così complicato come quello della gestione di un patrimonio immobiliare di oltre, soltanto per quello che riguarda l’edilizia residenziale pubblica, di oltre dieci mila alloggi. Allucinante insomma».

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