Uno dei baby ras dei Quartieri Spagnoli causò la lite in cui morì Giogiò

Il 21enne era insieme al 17enne che avrebbe aperto il fuoco contro il musicista

Una lite causò il ferimento di Vincenzo Masiello; una lite portò alla morte di Giovanbattista Cutolo, il musicista dell’orchestra Scarlatti Young ucciso lo sorso 31 agosto. Il filo rosso tra i due episodi è la presenza sul posto di Antonio Mucci, 21 anni, uno dei destinatari di custodia in carcere eseguiti ieri dalla Squadra Mobile ai Quartieri Spagnoli.

Sarebbe stato proprio Mucci a scatenare la discussione per uno scooter parcheggiato male che portò all’esplosione dei tre colpi d’arma da fuoco che uccisero il musicista. Al 21enne il provvedimento non è stato ancora notificato perché risulta detenuto in Spagna, a seguito del coinvolgimento in un’inchiesta sulle rapine di Rolex.

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Il presunto responsabile, all’epoca dei fatti, aveva solo 16 anni, ora ne ha uno in più. Un mese fa ha rimediato venti anni di reclusione, il massimo della pena per un minorenne che opta per il rito abbreviato. I giudici hanno così accolto la richiesta del pm della Procura per i minorenni di Napoli Francesco Regine, dopo aver respinto la richiesta di messa alla prova presentata dall’avvocato Davide Piccirillo, difensore del 17enne.

«Abbiamo scritto una pagina di storia, giustizia è stata fatta» commentò a caldo la madre di Giogiò, Daniela Di Maggio. La sentenza ha messo un primo punto su una vicenda che lo scorso agosto ha scosso la città di Napoli e non solo. Era l’alba del 31 agosto. Giovanbattista Cutolo, promettente musicista, si trovava con degli amici all’esterno di un bar in piazza Municipio quando per uno scooter parcheggiato male, esplose una violenta lite con un gruppo di ragazzi. Cutolo intervenne in difesa dei suoi amici. Poi arrivarono gli spari e il 24enne cadde sul marciapiede senza vita. In poche ore il minorenne fu assicurato alla giustizia.

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