Riforma della giustizia, avanti con la separazione delle carriere dei magistrati

Ma l’introduzione dei test psicoattitudinali scatena la polemica

La levata di scudi contro l’introduzione dei test psicoattitudinali cresce nel mondo della magistratura. Ma sul tavolo del ministro ci sono però già altri provvedimenti per i quali si annunciano a breve altre scintille con il sindacato delle toghe.

La prossima legge sulla separazione delle carriere dei magistrati (giudicante e requirente) «sarà presentata entro il mese di aprile, al massimo a maggio – assicura Nordio – e sarà consustanziale alla riforma del Consiglio superiore della magistratura per ovvie ragioni, quindi ci saranno due Csm separati». Si tratterà di «una riforma radicale per la quale occorre cambiare la Costituzione e l’iter sarà ovviamente più lungo». Non solo. «Anche per quanto riguarda la legge Severino – riflette il Guardasigilli – noi riteniamo che sia necessaria una rimessa a punto. Non è all’ordine del giorno ma sicuramente fa parte del nostro interesse».

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Gratteri: test per tutti i settori apicali della pubblica amministrazione

Provvedimenti che difficilmente l’Anm riuscirà a digerire mentre ora a tenere banco sono ancora le polemiche sui test. Dopo proteste del Associazione nazionale dei magistrati, tra i primi ad esporsi in questo senso c’è il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che commenta: «Se vogliamo fare quei test, dovrebbero essere fatti per tutti i settori apicali della pubblica amministrazione, per chi ha responsabilità di governo e per chi si occupa della gestione della cosa pubblica». Un provvedimento a cui Gratteri affiancherebbe anche il narco e alcol test, perché, spiega, «chi è sotto effetto di droga non solo può fare ragionamenti alterati ma è anche ricattabile».

Tajani: ne ho fatti tanti di test, non mi sono mai sentito leso

Parole pungenti a cui risponde serafico il vicepremier e ministro Antonio Tajani: «Per me se li vogliono fare pure ai politici li possono fare. Ne ho fatti tanti di test, ho fatto l’ufficiale dell’Aeronautica, non mi sono mai sentito leso nella mia dignità. Anzi, se mi scoprivano qualche cosa era meglio, mi facevano una cortesia». Il numero uno della Farnesina ha definito incomprensibile «tanta agitazione» sul provvedimento che introduce questa verifica per le aspiranti toghe e aggiunge: «Non lo trovo affatto offensivo né una violazione dell’autonomia della magistratura. Se li fanno le donne e gli uomini della polizia giudiziaria non capisco perché non può farli anche chi comanda la polizia giudiziaria».

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La replica di Nordio

«Il test psicoattitudinale io l’ho già fatto a suo tempo. Per quanto riguarda gli altri sono assolutamente disponibile» ha poi detto al Tg1 il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Nell’intervista Nordio ha ribadito che con la previsione dei test «abbiamo recepito le indicazioni delle commissioni giustizia di Camera e Senato» e che «ai test attitudinali sono sottoposte anche le forze dell’ordine; se il pubblico ministero è il capo della polizia giudiziaria, non si vede perché non debba essere sottoposto ad un test attitudinale cui sono sottoposti queli che lavorano per lui».

Inoltre, il ministro ha sottolineato che «sarà tutto gestito dal Consiglio superiore della magistratura, quindi non ci sarà alcuna interferenza governativa».

L’Associazione nazionale magistrati

L’Associazione nazionale magistrati riunirà il prossimo comitato direttivo centrale sabato 6 aprile, dove non è ancora del tutto escluso che si possa valutare una mobilitazione, come ad esempio uno sciopero. Anche se il suo presidente, Giuseppe Santalucia, chiarisce: «È una legge che entrerà in vigore dal 2026, abbiamo tutto il tempo per convincere che così non serve a niente».

Il numero uno dell’ Anm, replicando al Guardasigilli Nordio, il quale dopo il Cdm aveva detto che pm e giudici si sarebbero adeguati ad una prassi già prevista per diverse categorie che «hanno in mano la vita delle persone», ha sottolineato: «Ce ne sono tantissime che non fanno il test. Non siamo l’unica magistratura del Paese, ma siamo l’unica magistratura che ha tutta questa attenzione da parte del governo, le altre non ce l’hanno».

Inoltre «la dispensa per infermità anche psichica esiste nel nostro ordinamento da tempo immemorabile. Se ci sono casi di squilibrio patologico già si interviene. Se poi si vuole controllare altro che non sia la patologia psicologica, ma il modo di essere, l’espressione di una personalità che non piace, questo è arbitrio».

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