Napoli, Sangiuliano inaugura la mostra sullo scenografo Antonio Niccolini

Il Ministro: «Esposizione significativa che conferma il valore assoluto del nostro patrimonio culturale»

Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha inaugurato oggi a Napoli, nella sezione teatrale della Certosa e Museo di San Martino, la mostra «Antonio Niccolini, scenografo dei Reali Teatri di Napoli», promossa e organizzata dalla Direzione regionale musei della Campania con il direttore avocante Massimo Osanna.

«Una mostra significativa e importante che ripercorre la vita di uno dei più grandi scenografi di tutti i tempi. L’arte di Niccolini, oltre a lasciare un segno indelebile nella storia del teatro napoletano e nella cultura italiana, è la conferma del valore assoluto dell’espressione artistica dei nostri concittadini – ha detto il Ministro Sangiuliano – Il nostro patrimonio culturale è fatto di bellezza e di ispirazione e deve essere conosciuto e apprezzato da tutti. Anche perché la cultura è un bene prezioso che va custodito e valorizzato e rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’identità nazionale».

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L’esposizione, curata da Pier Luigi Ciapparelli e Francesco Delizia e aperta al pubblico fino al 13 febbraio 2024, è dedicata a una delle figure dominanti nella cultura architettonica e teatrale napoletana della prima metà dell’Ottocento.

La mostra dedicata ad Antonio Niccolini

Niccolini è stato promotore e primo professore della Reale Scuola di Scenografia. La mostra è incentrata su una selezione di circa 350 bozzetti, studi e schizzi di scenografie appartenenti al Fondo Niccolini, conservato presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampa della Certosa e Museo di San Marino. Sono sei le sezioni previste, di cui la prima dedicata all’esordio di Niccolini al Teatro di San Carlo nel 1807, documentata dagli splendidi bozzetti per il ballo «Cesare in Egitto» di Gaetano Gioja con musica di Wenzel Robert von Gallemberg e per il melodramma «Aristodemo» del binomio Rossi-Pavesi. Importante momento di cesura dell’attività professionale di Niccolini è l’incendio del Teatro di San Carlo il 13 febbraio 1816. A questo disastroso evento e all’allestimento del melodramma allegorico Il sogno di Partenope di Lampredi-Mayr, che celebra, il 12 gennaio 1817, la riapertura dell’auditorio ricostruito, è dedicata la terza tranche della mostra, il cui tema è anticipato all’inizio del percorso espositivo dalle ricostruzioni, a cura di docenti e allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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Oltre al Teatro di San Carlo, anche i palcoscenici del Teatro del Fondo (oggi Mercadante), in quanto teatro reale e la più piccola sala dei Fiorentini nei pressi di via Toledo, sono stati al centro dall’attività del maestro. A questa produzione è dedicata la quinta sezione con alcuni bozzetti che mostrano il suo sapiente controllo dello spazio scenico.

Il percorso si conclude con la restituzione in modelli tridimensionali di alcune delle scenografie più rappresentative, a cura della cattedra di Modellistica dell’Accademia di Belle Arti di Napoli coordinata da Rosario Barone e con il dispositivo multimediale che arricchisce l’allestimento permanente della Sezione Teatrale, realizzato nell’ambito di una convenzione tra la Direzione regionale Musei Campania e il Centro Interdipartimentale di ricerca URBAN/ECO dell’Università Federico II di Napoli, diretto da Franco Cutugno, per il progetto CHROME (Cultural Heritage Orienting Multimodal Experience – PRIN MIUR 2015), che offre una fruibilità totale e simultanea del Fondo Niccolini.

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