Il figlio di Giuseppe Salvia: «La fiction su Raffaele Cutolo è un insulto»

Verrà presentata in anteprima il 26 ottobre alla Festa del Cinema di Roma

«Quando ho appreso la notizia non ho chiuso occhio per tutta la notte». A Claudio Salvia, figlio di Giuseppe, il coraggioso vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso nel 1981 dagli uomini del boss Raffaele Cutolo, non piace affatto l’idea della fiction «Il camorrista – La serie», ispirata al personaggio del fondatore della Nuova camorra organizzata.

La fiction fu girata dall’allora esordiente regista Giuseppe Tornatore come versione lunga dell’omonimo film, con Ben Gazzara nei panni del Professore (personaggio che ricalca Cutolo), ma non andò mai in onda ed è ora stata recuperata dagli archivi: Tornatore ne ha curato il restauro, e «Il camorrista – La serie» verrà presentato in anteprima il 26 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Intervistato da Repubblica, Claudio Salvia – che aveva tre anni quando il padre fu assassinato – boccia il progetto del premio Oscar.

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«Stimo il regista Tornatore – dice – ho apprezzato molti dei suoi capolavori. Forse però non ha ponderato fino in fondo questa scelta. Cutolo è stato il boss per eccellenza, ha distrutto intere famiglie e frantumato, letteralmente, la vita di centinaia di innocenti. Perché riportare alla luce un tale carnefice e non raccontare il coraggio e l’integrità di tanti uomini dello Stato che hanno pagato con la vita i principi di rettitudine e legalità?». «Posso solo augurarmi – conclude Salvia – che tutto il ricavato possa essere devoluto in beneficenza per la riqualificazione di territori demoliti dalla camorra, posti dimenticati dalle istituzioni dove vige ancora la legge del più forte».

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