Bus precipitato a Mestre: sotto accusa il guardrail. Avanza anche l’ipotesi di un malore

Sette le vittime identificate

Sono sette le vittime identificate del tragico schianto di un bus a Mestre. Cinque sono cittadini ucraini, uno di nazionalità tedesca e l’autista, Alberto Rizzotto, trevigiano di 44 anni. Il bilancio definitivo è di 21 morti, tra loro anche due minorenni non ancora identificati.

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In base a quanto riferito dal prefetto di Venezia, Michele Di Bari, i 15 feriti (6 in condizioni gravi, molti sotto choc) sono tutti stranieri: quattro sono cittadini ucraini, due sono spagnoli, due austriaci, un tedesco, un croato e un cittadino francese. Minorenni anche tra i feriti, una ragazzina di tre anni ricoverata a Padova con gravi ustioni e due tedeschi a Treviso. In queste ore stanno arrivando in Italia i parenti delle vittime. All’ospedale di Mestre, uno dei nosocomi dove sono stati trasferiti i feriti, è stata allestita un servizio di accoglienza e una sala dedicata ai familiari.

Incidente inspiegabile

A bordo del bus, secondo quanto spiegato da Massimo Fiorese, l’amministratore delegato della società di pullman La Linea che effettua il collegamento con Venezia per conto del campeggio «Hu» di Marghera, erano in 35 ma le prenotazioni erano 16. «Una situazione abbastanza comune, sottolinea, anche perché il pullman elettrico era comunque riservato espressamente ai clienti del campeggio», ha aggiunto l’ad dell’azienda secondo cui siamo in presenza di un «incidente veramente inspiegabile perché è avvenuto in un’area urbana, ha coinvolto un pullman elettrico nuovo e la velocità in quel momento era bassissima». Fiorese un’idea però ce l’ha. «Attendiamo i risultati dell’autopsia per capire qualcosa» ma «dai video il guard rail sembra una ringhiera».

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Inaugurato un anno fa

Il bus elettrico coinvolto nell’incidente era stato inaugurato un anno fa, nell’ottobre del 2022. Un video della ‘Smart control room’ del Comune di Venezia ritrae il bus nel momento in cui precipita dal cavalcavia. Dal filmato si nota il mezzo affiancarne un altro, presumibilmente fermo al semaforo che piega a sinistra, verso Marghera, e che ha la freccia inserita. Subito dopo si nota il mezzo piegarsi e cadere, mentre l’altro aziona improvvisamente lo stop. Non si intravvedono altri veicoli davanti ai due pullman. Un’altra ipotesi è che possa esserci stato il coinvolgimento di un altro veicolo.

«Tutte le possibilità sono al vaglio della procura» dice il prefetto di Venezia Per il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, l’incidente non è legato a un problema al guard rail mentre il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, afferma che è «ancora presto per arrivare alle cause della dinamica, c’è un fascicolo aperto dalla magistratura, ogni istituzione si sta impegnando a condurre le proprie indagini».

Una delle ipotesi, sui cui dovranno fare chiarezza i pm di Venezia che procedono per strage, resta quella di un malore dell’autista che svolgeva l’attività da 7 anni ed era ritenuto un conducente esperto. «Alberto era una persona buonissima – raccontano i colleghi -. Non aveva malizia, secondi fini, era un puro. Se si dimenticava di pulire un bus diceva ‘hai ragione ho sbagliato, la prossima volta cercherò di fare meglio». Nel pomeriggio intanto, alle 17.30, nell’Aula della Camera si terrà una commemorazione mentre il Senato, in apertura dei lavori, ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.

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