Napoli, il cinema Metropolitan dichiarato di interesse storico

Schifone: ora si dovrà rispettare il vincolo culturale

Il cinema Metropolitan di Napoli non potrà essere trasformato in supermercato o in pizzeria. Il ministero della Cultura ha apposto il vincolo culturale: «L’immobile in via Chiaia numero 149/A è dichiarato di interesse storico e artistico particolarmente importante ed è espressione di identità collettiva ai sensi dell’articolo 7 bis del codice dei Beni culturali e come tale è sottoposto a tutte le disposizioni in esso contenute».

Il Segretariato regionale della Campania-Commissione regionale per il Patrimonio culturale è stato chiaro: «Il cinema teatro Metropolitan riveste un valore fortemente testimoniale per la storia culturale e sociale della città ed appare evidente che, proprio in ragione delle specificità architettoniche che lo caratterizzano e della funzione assolta nel corso degli anni, non può essere adibito a utilizzi che rendano impossibile la percezione degli scopi per i quali è stato realizzato. Pertanto utilizzi finalizzati ad attività che esulino da quelle di carattere socio-culturale sono da ritenersi non compatibili con la dignità del bene e lesive della sua immagine storica. Sono da ritenersi incompatibili tutti gli utilizzi con finalità unicamente commerciali che non rispettino le funzioni culturali del bene, recando pregiudizio alla sua conservazione come testimonianza materiale e immateriale di civiltà. Il decreto avrà efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene».

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Soddisfatto Luciano Schifone, consigliere del ministro Sangiuliano. «Come promesso dal ministro Sangiuliano, l’iter per la salvaguardia della funzione culturale del Metropolitan si è concluso in tempi rapidi, rispondendo alla preoccupazione dei cittadini mobilitati per il destino del cinema» ha affermato Schifone a «il Mattino». «Non sarà possibile – prosegue – allestire attività qualsiasi senza l’approvazione di Sovrintendenza e Comune. La formula del “divieto di attività unicamente commerciali” apre anche alla possibilità di attività ibride, che rispettino la prevalente funzione culturale del Metropolitan».

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