L’oligarca russo Alisher Usmanov e il doppio filo con l’Italia

Nel nuovo millennio la data che rimarrà, sicuramente, impressa nella memoria di tanti e della Storia è quella del 24 febbraio 2022. Quel giorno la Russia, guidata da Vladmir Putin, iniziò l’invasione dell’Ucraina. Da allora il mondo è cambiato e sono cambiati i rapporti tra l’Occidente e la Federazione russa. Da lì, Unione Europea, Nato e Stati Uniti hanno messo in campo una politica aggressiva nei confronti di politici, imprenditori, oligarchi e russi in genere, per costringere il Cremlino a recedere dai propri intenti bellicosi. Una politica fatta di divieti d’import ed export e confische.

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Tra i più colpiti dalle sanzioni l’oligarca uzbeko-russo 69enne Alisher Usmanov che in Italia, fino a quel momento, era molto amato. Una figura controversa, un oligarca, anche se è una definizione che lui stesso respinge. Su di lui ci sono accuse basate su dichiarazioni degli organi politici occidentali ma d’altro canto lui si è sempre definito un imprenditore di successo, che ha lavorato tanto e ha accumulato una fortuna solo grazie alle sue capacità e ha sviluppato un rapporto intenso, ricambiato, con l’Italia.

Alisher Usmanov e l’Italia

Usmanov, si definisce un filantropo. A lui, e a una sua donazione da 300mila euro, è legato il restauro della Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini di Roma. A lui si deve il restauro della Fontana dei Dioscuri in piazza del Quirinale, collocata davanti sede della Presidenza della Repubblica. Per questo intervento l’oligarca avrebbe versato 200mila euro. Ma non solo, a lui si deve anche la ristrutturazione di Villa Berg e dell’Ambasciata italiana a Mosca. «È grazie anche ai mecenati come Usmanov che possiamo ricominciare a fruire di questi spazi. Il mecenatismo è qualcosa che fa bene a chi lo fa e ai cittadini che ne beneficiano» disse l’allora sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Un oligarca «sardo»

Ma non solo Roma. Il nome di Usmanov è molto apprezzato anche in Sardegna dove lo Stato italiano, dietro la spinta dell’Ue ha confiscato numerose proprietà. Ad Arzachena, località a pochi chilometri dall’esclusiva Porto Cervo, dopo la sua iscrizione nella black list e dopo le confische, si rifiutarono di revocargli la cittadinanza onoraria. «Auspichiamo che questa misura sia uno stimolo ulteriore e immediato alla ricerca del dialogo e della pace» disse il sindaco Roberto Ragnedda. Tutto questo perché in terra sarda è considerato un benefattore dopo la donazione da mezzo milioni di euro per combattere il covid. Qualche anno prima, inoltre, aveva donato al Comune un’ambulanza. Ed era riuscito, con la sua influenza, ad ospitare nelle sue ville in Costa Smeralda capi di Stato, mecenati, uomini d’affari, politici, imprenditori ma anche esponenti della cultura e della musica come la star internazionale Sting.

Sulla costa sarda, inoltre, è stato più volte ammirato il mega yacht Dilbar. Un’imbarcazione di ben 156 metri dal valore compreso tra i 500 e gli 800 milioni di dollari, considerata il quarto yacht più grande del mondo: può ospitare 40 persone in 20 cabine e 80 membri dell’equipaggio, ha una piscina coperta con una capacità di 180 m3 e a bordo c’è un elicottero Airbus H175. Questa imbarcazione fu sequestrata il 4 marzo del 2022 ad Amburgo.

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La Costa Smeralda e i soldi russi

In Sardegna, dunque, era molto amato. Così come erano apprezzati i russi che trascorrevano le loro vacanze nelle sue località di lusso. Fino all’inizio della guerra si stimava che il giro d’affari per le vacanze degli oligarchi turchi (tra feste, ormeggi e amenities) ammontasse a circa 40 milioni di euro l’anno. Mica bazzecole. Denaro sparito dopo l’inizio dell’invasione voluta da Vladmir Putin e da un ristretto cerchio di fedelissimi al leader.

Poi l’escalation di confische tra cui le 4 ville di proprietà delle società che fanno capo fondo «The Pauillac». Società che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio e su cui, dopo la vittoria del fondo al Tribunale amministrativo, dovrà decidere la Corte di Giustizia dell’Ue, in Lussemburgo e su cui l’Italia rischia la brutta figura

Setaro

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