Prometeo incatenato: superba prova d’attore di Alessandro Albertin

Il solito sold out di pubblico per assistere al ribelle Prometeo, punito, per avere donato agli uomini il fuoco della conoscenza

Una tragedia scritta da Eschilo per dare al protagonista un’occasione per oltrepassare il limite della recitazione e dell’impersonificazione del valore della conoscenza sapiente da trasmettere agli uomini.

A Siracusa con il solito, ripetuto e meritevole sold out vi è stata una rappresentazione mirabile con un sublime Alessandro Albertin (Prometeo) e con altrettanti attori che lo hanno egregiamente accompagnato nella narrazione. In una scena post/moderna in cui l’uomo dà una cattiva prova di sè nel disseminare nell’ambiente scarichi e rifiuti, inquinamento ed abbandono e per non avere assimilato doverosamente il paradigma prometeico, l’uomo rimane un’entità sconfitta per non aver capito il messaggio dell’ ispirato Dio.

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Quello in cui Prometeo rassegna una conoscenza che avrebbe dovuto impartire all’umanità il «senso del limite» e della ragionevolezza da compiersi. Eppure il ribelle Prometeo, sotto l’occhio vigile di Cratos (Potere) e Bia (Forza) viene punito per avere donato agli uomini il fuoco di questa conoscenza. Ai colpi martellati con fragore, accorre uno stuolo (coro) di Oceanine, cui Prometeo racconta di avere prima aiutato Zeus contro i Titani ribelli, di cui faceva parte, poi di essere passato dalla parte degli uomini.

Arriva così in volo Oceano, parente e amico di Prometeo, per indurlo a piegarsi a Zeus, ma non ha successo. Arriva poi la vacca Io, vittima come lui di Zeus e poi di Era, cui il Titano predice il suo futuro e la fine di Zeus. Ermes inutilmente cerca di sapere quale sarà, e Prometeo viene sprofondato nelle viscere della terra. Ed in tutto questo scontro titanico tra dei e semidei e di ribellione al destino è l’uomo che rimane inane di fronte alla perdita della illuminazione che avrebbe dovuto sospingerlo nel cammino della consapevolezza, affinché la tecnica potesse invertire il senso ineluttabile del destino.

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Tuttavia il sacrificio di Prometeo, nonostante la sconfitta, ci consegna un’esperienza sublime, qui in Sicilia nel teatro antico di Siracusa, in cui un’atmosfera quasi magica ci fa pensare a come le verità non del tutto compresa possa far sprecare il valore/rito del sacrificio, che avrebbe dovuto essere senza riuscirci l’occasione della costruzione di uno «scudo» per un pensiero, per una comunità e per un’idea di linearità nel cammino della vita.

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