Pnrr, il Governo accelera: gli stadi di Firenze e Venezia nel mirino della Commissione europea

Lavori in corso sul capitolo del dl Pubblica amministrazione

Il Governo accelera sul capitolo Pnrr. Dopo Pasqua ha fatto sapere che riferirà in Aula sul piano, anche se i tempi non sono ancora decisi, perché se si dovesse aspettare l’illustrazione della relazione semestrale la data slitterebbe più avanti. Non si esclude poi che possa essere la premier Meloni ad informare il Parlamento. Intanto l’esecutivo sta affrontando le criticità emerse dopo il confronto con la Commissione europea.

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Oggi è prevista una nuova ‘tappa’ sul nodo degli stadi di Firenze e Venezia, il primo ‘contestato’ perché destinato ad una società professionistica, il secondo perché sorgerebbe in una zona agricola. Tesi che i due comuni – ieri c’è stata una riunione alla quale hanno preso parte il ministro degli Affari Ue Fitto, il sottosegretario agli Interni Prisco, il presidente dell’Anci De Caro e i primi cittadini Nardella e Brugnaro – hanno intenzione di smontare con l’aiuto del Governo che – anche se i due progetti sono legati alla vecchia ‘gestione’ del piano nazionale di ripresa e resilienza – farà pervenire a Bruxelles delle controsservazioni.

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Ma sono diversi i nodi sul tavolo dell’esecutivo. Giovedì in Consiglio dei ministri dovrebbe andare il dl siccità. Salvini ha spiegato che «non c’è bisogno di commissariamenti» riferendosi ai lavori necessari per contrastare la dispersione idrica. «Gli interventi sono già in corso e quindi non necessitano di novità normative. Diverso, invece, il ragionamento sulle opere di medio e lungo periodo», hanno fatto sapere dal partito di via Bellerio. Ma sui poteri del commissario e sul nome non ci sarebbe ancora un’intesa.

Lavori in corso pure sul capitolo del dl P.a che da una prima bozza prevedeva oltre tremila assunzioni e la stabilizzazione dei precari di regioni e enti locali. «Numeri ridimensionati», hanno fatto sapere fonti di palazzo Chigi. E provvedimenti che andrà martedì prossimo nel Consiglio dei ministri convocato per discutere del Def. Sul tavolo del Consiglio dei ministri resta inoltre il tema dei migranti.

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Gli altri nodi sul tavolo

Si è tenuta nella serata di ieri a palazzo Chigi una cabina di regia alla quale hanno partecipato la premier Meloni, i due vicepremier Salvini e Tajani, il sottosegretario alla presidenza Mantovano, il ministro della Difesa Crosetto, quello dell’Interno Piantedosi e i vertici dei Servizi. «Piena fiducia in Meloni e nei ministri», ha fatto sapere la Lega. Il confronto è sul piano per affrontare l’emergenza in vista dell’estate. Al Senato dopo le Festività si stringerà sul dl Cutro e alcune misure potrebbero ‘entrare’ come emendamenti del Governo. Giovedì in Consiglio dei ministri potrebbe tornare anche il ddl concorrenza. Nel provvedimento è stato tolto il riferimento alle misure riguardo gli ambulanti. In

tanto il Governo è alle prese anche con i dossier sulle concessioni balneari e quelle idroelettriche. Per quanto riguarda il primo punto si attende l’esito dell’interlocuzione con l’Europa ma al momento non ci sarebbero novità. Trapela preoccupazione nel fronte parlamentare che ha spinto per la proroga delle concessioni. «Il sospetto – dice un esponente della maggioranza – è che il Governo voglia arrivare all’avvio delle gare». Mentre per quanto riguarda le concessioni idroelettriche – molte delle quali scadono a fine anno – l’esecutivo starebbe lavorando ad un meccanismo che non prevede la proroga ma il rinnovo per diversi anni a fronte di investimenti da una parte e di garanzie statali dall’altra.

Oggi inoltre il Governo aprirà di fatto il capitolo riforme: nel primo pomeriggio è prevista l’audizione in Commissione al Senato del ministro Casellati che illustrerà le linee programmatiche del dicastero. Riguardo al presidenzialismo l’ex presidente di palazzo Madama non dovrebbe scendere nei dettagli ma potrebbe comunque sottolineare che sull’opzione del premierato si registra un’ampia convergenza in Parlamento.

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