Ue, Meloni a Bruxelles: tour de force tra Consiglio straordinario e bilaterale

La premier programma il viaggio in Ucraina

Giorgia Meloni si prepara a partire per il Consiglio europeo straordinario a Bruxelles, dove avrà anche un incontro bilaterale con il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Una nuova occasione, dopo i colloqui delle scorse settimane, per ribadire il sostegno dell’Italia al Paese aggredito dalla Russia, e probabilmente anche per definire la data del viaggio a Kiev, che potrebbe avvenire nella settimana in cui cade l’anniversario del conflitto, il 24 febbraio.

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Il bilaterale è stato confermato poco dopo l’annuncio del viaggio di ieri sera di Zelensky a Parigi, per una cena di lavoro con Emmanuel Macron e Olaf Scholz, che otto mesi fa si recarono in Ucraina assieme all’allora premier Mario Draghi, immortalati a bordo del treno in una foto emblema della reazione europea al fianco dell’Ucraina.

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In ambienti di governo, l’atteggiamento del presidente francese viene spiegato con una certa volontà di protagonismo, legata magari anche ai problemi interni, fra scioperi e proteste contro la riforma delle pensioni. Ad ogni modo, Meloni nei giorni scorsi si è confrontata con Macron in vista del Consiglio europeo, dopo il faccia a faccia con il cancelliere tedesco a Berlino, molto positivo visto dalla prospettiva italiana.

L’appuntamento è stato preparato nei giorni scorsi attraverso colloqui anche con il primo ministro olandese Mark Rutte, il cancelliere federale austriaco Karl Nehammer, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, e il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez. Alla vigilia, nella giornata in cui la premier ha anche incontrato il presidente della Somalia Hassan Sheikh Mohamud, si registra ottimismo sul fronte italiano: sarebbe un importante risultato la flessibilità sull’utilizzo dei fondi esistenti, è il ragionamento, e nelle conclusioni sui migranti si attendono molti dei principi su cui insiste Palazzo Chigi.

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La vicenda balneari

In parallelo, crea qualche preoccupazione il riflesso europeo che potrebbe avere l’evolversi in Parlamento della vicenda balneari, uno dei dossier su cui c’è fermento nel centrodestra. Con l’emendamento di Forza Italia al Milleproroghe che farebbe slittare di un anno la messa a gara delle concessioni, si rischia una nuova procedura di infrazione da parte della Commissione europea.

Nel governo c’è questa consapevolezza, e Meloni lo ha chiarito alla sua maggioranza. Ma il pressing della categoria sui parlamentari di centrodestra è forte, e per il momento prevale la linea di assecondarlo: FI insiste e FdI ha fatto sapere che sosterrà la proroga, ma non dovrebbe sottoscrivere l’emendamento. Travagliato anche l’esame del dl benzina, con Forza Italia, Lega e FdI non allineate sull’esposizione del prezzo medio negli impianti. Fibrillazioni legate anche al rush finale della campagna elettorale per le Regionali, primo tagliando elettorale per il governo, il cui esito potrebbe spostare qualche equilibrio nella maggioranza.

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