Raffaele Imperiale tra alleanze, lingotti d’oro e chat criptate: primi verbali da «pentito»

Imperiale avrebbe confermato le contestazioni ma soprattutto la veridicità dei contenuti delle chat

I segreti del boss Raffaele Imperiale tra alleanze trasversali, conversazioni criptate, e il riciclo dei milioni di euro che ogni mese incassava quale unico referente europeo per il traffico di sostanze stupefacenti. Soldi che erano investiti in beni durevoli, soprattutto lingotti di oro e immobili. Ecco i primi verbali di ‘Lelluccio Ferrarelle’, il boss dei Van Gogh che ha deciso di collaborare con la giustizia. Martedì i sostituti procuratori di Napoli De Marco, Caputo e Giugliano hanno depositato sei verbali, uno contenente le dichiarazioni di Raffaele Mauriello, boss del clan Amato-Pagano, quattro contenenti i racconti di inizio collaborazione con la giustizia di Raffaele Imperiale, uno quelle del suo socio Bruno Carbone.

Carbone: «Lavoro con Raffaele Imperiale dal 2014»

Il 22 novembre Carbone dice: «Raffaele Imperiale insieme a me era il capo. Il nickname della persona cui a Napoli consegnavamo i soldi è “il Bello” e dopo che questi fu arrestato c’era un altro soggetto di cui ora non ricordo il nome. Genovese ha operato per noi dal 2019 per circa due anni». Quanto ai rapporti con Imperiale, «ho cominciato a lavorare con lui verso fine 2014, inizio 2015. Prima che dall’Olanda mi trasferissi a Dubai. Col tempo sono entrato in società con lui. Io ero socio al 25%, con un altro 25% si pagavano le spese e il restante 50% era di Imperiale».

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E ancora gli affari in tutto il mondo: «Con Giovanni Fontana abbiamo fatto un lavoro in Australia, di 600 pacchi, organizzato da Raffaele Imperiale con un socio australiano, Mark, e un socio olandese, Hanas Zamouri, che è stato sequestrato in Siria con me. Gli australiani ci dissero che il carico di droga era stato sequestrato, ma non abbiamo nessuna prova, né alcuna notizia sulle fonti aperte. La merce era stata portata da noi dall’Olanda, erano 200 chili nostri e 400 chili degli australiani».

Raffaele Imperiale e Bruno Carbone hanno in sostanza, confermato le contestazioni degli inquirenti ma soprattutto la veridicità dei contenuti delle chat, decriptate dalle autorità francesi e consegnate agli inquirenti napoletani. Il Tribunale del Riesame (decima sezione, collegio B) ha confermato, quasi “in toto”, l’ordinanza di custodia cautelare notificata di recente contro il gruppo di narcotrafficanti internazionali guidato proprio da Imperiale: in un solo caso non ha ritenuto sussistente l’associazione a delinquere contestata a uno dei 28 destinatari delle misure cautelari notificate dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato lo scorso 16 novembre.

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