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Europa: a tutto gas verso il baratro grazie alla stupidità dei migliori

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Secondo alcune proiezioni «sono a rischio quasi un milione di posti di lavoro»

La stupidità dilaga, ha già assunto forma pandemica, è altamente contagiosa e non risparmia alcun popolo europeo, sia esso latino, anglosassone o slavo. C’è da aggiungere che non sembra vi siano cure efficaci e neppure possibili vaccini, manco quelli sperimentali oggi tanto in voga. La guerra russo-ucraina ha generato un virus particolarmente aggressivo che colpisce fatalmente il cervello, soprattutto nei soggetti che credono di averne tanto.

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Grazie alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, si prevedeva un crollo economico quasi immediato della Russia. Enrico Letta così oracolava a poco più di una settimana dall’inizio della guerra: «in qualche giorno porteranno al collasso l’economia russa, che finirà in ginocchio. Gli effetti stanno già arrivando».

L’inclito Mario Monti non fu da meno, convinto che le sanzioni sarebbero state «un successo completo» e che non avrebbero arrecato alcun danno all’Italia. «Le sanzioni funzionano», disse, e si lasciò andare alla più improbabile delle profezie: «Il momento di massimo impatto delle sanzioni sarà dall’estate».

Era il 31 maggio 2022, l’estate è trascorsa e gli effetti di sette «pacchetti» di sanzioni sono sotto gli occhi di tutti: l’economia italiana è al collasso, quella russa si è rinvigorita (Gazprom in 6 mesi ha superato del 40% gli utili dell’intero 2021) e quella statunitense cerca di prendere quota attraverso la vendita delle armi e del gasolio liquido trasportato via mare con costi elevatissimi per gli acquirenti sanzionatori.

Si profila la chiusura di circa 120 mila aziende

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Gli italiani fanno i conti con bollette salatissime, con l’inflazione ormai vicina alla doppia cifra, con l’aumento di tutti i generi di prima necessità, per non parlare di quelli voluttuari che per molte famiglie sono diventati un nostalgico ricordo. All’orizzonte si profila la chiusura di circa 120 mila aziende entro giugno 2023, secondo le stime di Confcommercio-Imprese per l’Italia; secondo Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, «L’escalation dei prezzi energetici e dei beni alimentari rischia di vanificare la crescita economica. Secondo alcune proiezioni sono a rischio quasi un milione di posti di lavoro ed è un lusso che non ci possiamo permettere».

Naturalmente, a sentire Letta occhi di tigre, la colpa del caro-energia è tutta da addebitare a Wladimir Putin, «dittatore feroce» che «ricatta tutti noi col gas». Evidentemente, la moltiplicazione delle sanzioni del mondo occidentale, esportatore di democrazia, non dovrebbe provocare la benché minima reazione da parte della Russia. Neppure l’invio di armi leggere e pesanti, di missili a lunga gittata, di mezzi corazzati, di aerei ed elicotteri, nonché di istruttori militari e volontari, dovrebbe costituire ragione sufficiente per irritare l’orso russo e provocare la chiusura dei rubinetti del gas.

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«Roma è spinta al suicidio economico»

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, fa notare che «Roma è spinta al suicidio economico per la frenesia sanzionatoria euro-atlantica», aggiungendo che le aziende americane pagano l’elettricità sette volte meno di quelle italiane costrette a subire una concorrenza sleale che le porterà al fallimento, dopo di che «saranno comprate a buon mercato dagli Yankee».

Apriti cielo! Alti lai si sono alzati dalle autorità italiane, che hanno gridato al «ricatto» russo e all’ingerenza negli affari interni dell’Italia. La Commissione europea ha parlato di «dichiarazioni folli delle personalità russe» e l’esperto in bevande e popcorn, oggi ministro degli Esteri, ha accusato la Russia di «entrare direttamente nella campagna elettorale» che, va detto incidentalmente, per lui si profila disastrosa.

Se, invece, l’esperta di ingerenze a stelle strisce, Hillary Clinton, con riferimento diretto alle elezioni italiane, invita a non votare i partiti populisti, tutto va bene madama la marchesa. Il buonsenso è definitivamente evaporato. Il miglior genio italico si è mobilitato per trovare delle soluzioni alla crisi energetica e farsi beffe di chi è stato fino ad oggi il maggiore e il più economico fornitore di materie prime.

Puzzare si può

Prendendo spunto dalle fatidiche parole di Draghi «preferiamo la pace o i termosifoni accesi?», i fautori della pace a qualsiasi costo si sono mobilitati attorno al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani per trovare le soluzioni più geniali.

Ecco quindi che un noto ambientalista ha proposto di cambiarsi le mutande ogni tre giorni, un Nobel per la fisica ci ha consigliato di cuocere la pasta «a fuoco spento», un primario ospedaliero ci ha spiegato che «stare al freddo può fare solo bene alla salute»; qualcuno suggerisce di lavarsi di meno senza badare alla «neutralità olfattiva», puzzare si può; dalla Svizzera ci consigliano di fare la doccia in due alla volta così si consuma pure meno acqua. Come si vede, siamo di fronte a proposte di indubbia efficacia che vanno sotto il nome di «sobrietà energetica». Diceva Napoleone Bonaparte che «la realtà ha i suoi limiti, la stupidità no». Stiamo andando a tutto gas verso il baratro.

Nuccio Carrara
Già deputato e sottosegretario
alle riforme istituzionali

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