Camorra a Pianura, nelle intercettazioni il tentato omicidio in diretta

Le forze dell’ordine si son trovati ad ascoltare la discussione e gli spari contro Francesco Divano

Tra le tante intercettazioni annesse nell’ambito delle indagini della Polizia di Stato e della Dda sulla camorra del quartiere Pianura di Napoli, gli investigatori della Squadra Mobile si trovano ad ascoltare «in diretta» al tentato omicidio di Francesco Divano, accusato di non essere puntuale con i pagamenti.

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Divano gestisce una «piazza di spaccio» e deve corrispondere una somma al gruppo camorristico emergente capeggiato da Antonio Calone, Carlo Esposito ed Emanuele Marsicano. A sparare a Francesco Divano è proprio quest’ultimo, ma sul posto c’è anche Carlo Esposito ed altri affiliati. L’ambientale della Squadra Mobile, intercettata il 23 luglio 2021, documenta una discussione tra Francesco Divano ed Emanuele Marsicano che culmina con il rumore di uno sparo e le parole sofferenti della vittima.

Il colpo d’arma da fuoco

Dopo un botta e risposta tra i due i toni della conversazione si fanno più accesi: «io ti rispetto e dovete portare rispetto», dice Marsicano, poi si accavallano le voci e i poliziotti sentono in diretta un colpo d’arma da fuoco. Carlo Esposito evidentemente sorpreso dice: «ma che hai combinato Manuè…oh fermati un poco non ti muovere», mentre Divano con toni sofferenti urla: «guagliù, portatemi all’ospedale» e poi «…Manué perché lo ha fatto?».

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«A prossima volta ve imparate a parlà», risponde Marsicano mentre Divano chiede scusa («no, ti chiedo scusa Manué… Carluccié (Carlo Esposito, ndr) ti chiedo scusa, o’ frat») con nel sottofondo voci di donne che urlano. Alle 17,34 Francesco Divano arriva nell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta dove i sanitari gli riscontrano una ferita d’arma da fuoco addominale e un trauma al braccio. Dall’analisi delle immagini della videosorveglianza che catturano l’arrivo di Divano si evince che ad accompagnarlo è stato Carlo Esposito, alla guida di una Panda.

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