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Quale futuro per la Multiservizi di Lamezia Terme?

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Il disegno per porre le basi e definire una strategia di sviluppo della Società

Il disegno attraverso la “sharing mobility” per porre le basi e definire una strategia di sviluppo della Società in house del Comune in relazione al tema della mobilità e del trasporto pubblico

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Sappiamo bene che nelle tre aree urbane di Lamezia, chiamiamoli poli strategici, la domanda di servizi non riesce ad essere pienamente soddisfatta dalla attuale offerta, ma sappiamo altrettanto bene come il miglioramento sia decisamente problematico, data la strutturale carenza di fondi e la difficoltà di intervento sugli attuali contratti di servizio del TPL automobilistico.

Questa situazione non è peculiare della città di Lamezia Terme visto che negli ultimi anni, causa anche la pandemia da Covid-19, il Trasporto Pubblico Locale nel suo complesso ha subito perdite per oltre 2 miliardi di Euro. Per questo motivo il settore del TPL, non di recente, ha avviato formule di servizio flessibile, con l’obiettivo di rimuovere la rigidità dei costi del servizio tradizionale, quali il bus a chiamata, i servizi taxi a supporto, il sub appalto di linee, formule di servizio che traguardano l’approccio “dell’economia della condivisione”

La cosiddetta “Economia della Condivisione” è un modello alternativo di consumo che prevede la soddisfazione di un bisogno attraverso l’accesso ad una risorsa, piuttosto che attraverso l’acquisto e la proprietà di un bene. Sono molti gli esempi di servizi ispirati a questo approccio, e si riferiscono prevalentemente al mercato dei consumatori e ad attività quali la ristorazione, i viaggi e il turismo in genere, e le piattaforme più diffuse mettono in contatto annualmente milioni di utenti.

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Il Comitato delle Regioni della Unione Europea ha evidenziato come l’Economia della Condivisione “rappresenta la trasformazione-inversione di marcia o la transizione di determinati settori dell’attuale modello economico verso tradizioni economiche e modelli economici consolidati, che costituiscono alternative a forme dell’economia di mercato ad elevata intensità di capitale”. Adottare i principi della EdC nella Pubblica Amministrazione, soprattutto a livello locale, contribuisce a superare parzialmente gli attuali grandi limiti dell’azione della PA:

  • limitatezza di risorse finanziarie per nuovi servizi;
  • blocco degli organici/patto di stabilità;
  • distribuzione disomogenea delle risorse umane e strumentali in dotazione;
  • difficile valorizzazione di risorse, presenti ma sottoutilizzate;
  • difficoltà nelle procedure gestionali.

Nuove formule di servizio nel settore del trasporto pubblico possono scaturire da una qualificazione puntuale dei requisiti della domanda di mobilità (nel caso di Lamezia Terme, la componente diretta al polo di Nicastro da Sambiase e Sant’Eufemia), per stabilire e quantificare “l’offerta in sharing” che potrà costituire una efficace soluzione.

Questi “servizi in sharing” in ambito nazionale sono stati affrontati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti in audizione alla Commissione Industria del Senato sul ddl “Concorrenza”.

Nell’occasione ha ribadito la necessità che il legislatore intervenga in materia in quanto “tali soluzioni sono una tipologia di servizi da regolare perché portatrice di valore aggiunto nuovo ed il fenomeno soddisfa una nuova domanda di mobilità a costi sostenibili che non trova risposte né nell’attuale trasporto pubblico di linea, né nei contigui ma distinti mercati del servizio di taxi e di noleggio con conducente, ritenendo di interesse far emergere questo mercato e far sì che domanda e offerta di nuovi servizi di mobilità delle persone si incontrino in modo trasparente”.

Alcune Pubbliche Amministrazioni stanno già facendo da apripista in questo senso, avviando esperienze significative, come ad esempio:

  • l’introduzione della possibilità, per i privati, di affittare tramite un sito web fino a tre alloggi, registrando i propri ospiti in questura e chiedendo loro di pagare la tassa di soggiorno (Regione Lombardia);
  • l’organizzazione di una piattaforma pubblica locale di car pooling per far incontrare i bisogni di trasporto nelle aree a domanda debole con le disponibilità offerte dai privati (ANCI Toscana);
  • l’organizzazione di piccoli asili nido familiari «di comunità» (3-5 bambini), gestiti da un genitore, sostenuti con contributi pubblici, infinitamente inferiori rispetto ai costi di gestione di un asilo nido+servizio scuolabus (Provincia Autonoma Alto Adige).

Quale potrebbe essere il contributo di Lamezia Multiservizi?

La Società di proprietà del Comune di Lamezia può avviare sia iniziative dirette, nel novero dei servizi che eroga direttamente, sia iniziative di governance, mettendo a punto soluzioni e modelli da suggerire e/o da favorire.

Per implementare una iniziativa di governance collaborativa si individuano tipicamente due fasi: una di start up con un investimento contenuto e una di regime, dove il servizio si potrà in molti casi autosostenere e richiederà all’Amministrazione un impegno prevalente di supervisione e «manutenzione». In ogni caso, per assicurarsi il successo dell’iniziativa occorre assicurare tre elementi fondamentali:

  • comprensione dei reali bisogni del territorio e della popolazione per individuare soluzioni efficaci;
  • velocità di azione: un’idea semplice ma “potente” riesce spesso ad aggregare rapidamente i diversi stakeholder, occorre fare attenzione a non comprometterla ritardando l’entrata in azione;
  • sostenibilità: avviare soluzioni a basso/nullo impatto economico per le casse del Comune e della società.

Il processo partecipativo porterà all’individuazione dei soggetti (privati, associazioni, artigiani, …) che parteciperanno alla realizzazione dei servizi di sharing sul territorio, muovendo contestualmente uno status quo stagnante della società e sul quale la proprietà (il Comune di Lamezia Terme) deve agire improrogabilmente.

La scelta, che ritengo assolutamente strategica, è quella di scindere l’azienda dal ramo trasporti in quanto la cronica carenza di risorse nel comparto del TPL rende necessario avviare percorsi di efficientamento non più solo interni alle aziende ma anche in termini di nuovi servizi offerti. La Multiservizi non può accollarsi costi di servizi non produttivi. Occorre “disegnare” una new company capace di gestire il tradizionale Trasporto Pubblico Locale, finanziato dalla Regione Calabria con un corrispettivo di circa un milione e mezzo di euro all’anno.

La società partecipata ha tutte le potenzialità per offrire servizi efficienti al territorio, programmando un piano di azioni volto ad una riorganizzazione complessiva e radicale della company. La Newco, in particolare, avrà il compito di offrire i servizi sopra citati in funzione delle specifiche esigenze di mobilità che si sono modificate nel territorio di Lamezia, fino al punto che il sistema del trasporto pubblico (il cosiddetto autobus) sia stato letteralmente abbandonato.

Gli sforzi profusi con le “Linee del Mare”, se isolati ed occasionali, sono fini a se stesse. Emerge la necessità di aggiornare il servizio pubblico in modo da cogliere la complessità e l’articolazione dei fenomeni urbani. L’implementazione di un nuovo progetto di rete, con la contestuale rivisitazione degli sprechi anche in termini organizzativi, rappresenta l’occasione per avviare una incisiva operazione di ridefinizione dei “perimetri aziendali” i cui servizi di trasporto pubblico, ricordiamolo, devono essere erogati sulle reali esigenze della domanda di mobilità e delle diverse categorie di utenti.

Questo è possibile; innumerevoli aziende di TPL, sull’orlo del tracollo (dopo aver toccato il fondo), hanno intrapreso nuove direzioni, cambiato la velocità. La rinascita del servizio di Trasporto Pubblico a Lamezia, oggi totalmente assente, produce il salvataggio di una azienda che ha tutte le carte in regola per proseguire il suo percorso professionale.

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