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Sondaggio Motus-E e Class, Comuni: voglia di mobilità sostenibile, ma come?

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Evidenziata una carenza di strategia e di pianificazione sistemica

Cento Comuni con più di 20 mila abitanti (circa il 20% del totale dei Comuni italiani) hanno partecipato ad un sondaggio inerente alla mobilità sostenibile. I risultati sono stati presentati in un report «Azioni e iniziative dei Comuni a favore della mobilità sostenibile», a cura di Motus-E e Class Onlus nell’ambito di E_Mob.

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Il questionario, al quale hanno risposto i Comuni, costituisce un’indagine delle attività a sostegno della diffusione della mobilità sostenibile in Italia. I temi affrontati nel sondaggio hanno interessato le iniziative intraprese dai Comuni ed i progetti futuri a favore della mobilità sostenibile, l’attivazione di Zone a Traffico Limitato (ZTL) e Low Emission Zone (LEZ), le iniziative specifiche per favorire il transito di veicoli a zero emissioni adibiti al trasporto delle merci, l’utilizzo di veicoli elettrici per flotte comunali e la predisposizione di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico per i veicoli elettrici.

Nonostante i Comuni, che hanno partecipato al questionario, abbiano intrapreso attività per promuovere la diffusione della mobilità sostenibile, il sondaggio ha evidenziato una carenza di strategia e di pianificazione sistemica all’interno dei Comuni stessi nelle attività volte a favorire la mobilità sostenibile, la cui iniziativa più frequente è risultata la creazione di piste ciclopedonali in ambito urbano ed extraurbano.

I risultati, che possono essere consultati nel documento completo disponibile sul sito di emob-Italia, evidenziano la necessità di una strategia unitaria sui temi riguardanti la mobilità sostenibile ed in tal senso appare importante, secondo il report, aggiornare le Linee Guida dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile.

Trasporto merci

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Sul tema delle merci il sondaggio evidenzia la necessaria spinta che deve essere fornita all’elettrificazione del trasporto, in special modo per il segmento dell’ultimo miglio, a detta dei Comuni, cruciale per abbattere le emissioni, in particolare dopo l’incremento degli ultimi anni dell’e-commerce.

Sensibilizzare le ZTL e le LEZ in modo che possano emergere le differenze tra una zona a traffico limitato ed una zona a bassa emissione. Questi gli aspetti emersi dal sondaggio in tema di limitazione al traffico. «I Comuni che hanno introdotto una zona LEZ, dopo una prima fase di perplessità, hanno già sperimentato i benefici importanti sul piano ambientale e sull’indirizzo delle intenzioni di acquisto dei mezzi dei privati». In tutto questo però è necessario rinforzare costantemente la presenza delle infrastrutture di ricarica pubbliche, per far fronte all’aumento atteso dei veicoli elettrici.

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Gli Enti Locali, tuttavia, hanno necessità di essere supportati nelle attività di pianificazione, acquisto e posa in opera delle infrastrutture, la cui diffusione comporterebbe un maggiore utilizzo dei mezzi elettrici adibiti al trasporto delle merci in ambito urbano. È fondamentale, in tema di trasporto collettivo, «favorire l’elettrificazione dei mezzi in sharing e dei taxi, attraverso incentivi diretti o la modulazione dell’IVA sul prezzo del servizio al cliente finale, per spingere maggiormente i Comuni, ma soprattutto le imprese che operano tali servizi, ad elettrificare mezzi che percorrono molti chilometri e che sono a servizio della mobilità dei cittadini all’interno dei centri urbani».

Un piano nazionale per la sostituzione dei mezzi di servizio

I Comuni devono essere accompagnati con un piano nazionale per la sostituzione dei mezzi di servizio con mezzi elettrici e non lasciati semplicemente soli nel rispetto della normativa. Questo consentirebbe anche di raggiungere volumi di mezzi tali da portare ad una riduzione dei prezzi di acquisto o noleggio.

Il rapporto sostiene che «serve uno sforzo di coinvolgimento dei Comuni e dei loro uffici tecnici nelle iniziative informative sulle tecnologie dei mezzi elettrici, che ancora scontano l’incertezza sulle reali capacità e prestazioni dei veicoli stessi».

In ultimo, il documento ricorda il rispetto della «Direttiva Veicoli Puliti»: incrementare il numero di veicoli puliti utilizzati nei servizi di pubblica utilità è una priorità. Le amministrazioni che rinnovano il parco veicolare sono tenute a rispettare gli obiettivi minimi, relativi alle percentuali dei veicoli puliti (leggeri e pesanti) che, per quanto riguarda l’Italia, sono sintetizzati in:

  • eicoli leggeri puliti: 38,5% al 2025 e 38,5% al 2030;
  • veicoli pesanti puliti – autocarri: 10% al 2025 e 15% al 2030;
  • veicoli pesanti puliti – autobus: 45% al 2025 e 65% al 2030.

In sostanza, tanto lavoro è da fare ancora su temi specifici in ambito urbano. La mobilità sostenibile deve essere tale anche nell’applicazione dei concetti estesi alla pianificazione del territorio, oggi distante anni luce dalla realtà in cui viviamo.

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