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Torre Annunziata, è tempo di riprendere il cammino

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Auspicabile una rinascita del Centrodestra. Una vera rappresentanza democratica si caratterizza per la presenza di una forza politica di opposizione

I recenti avvenimenti che hanno coinvolto l’amministrazione comunale di Torre Annunziata sono la testimonianza di una deriva senza precedenti. L’ennesimo teatrino è andato in scena proprio l’altro giorno con l’annuncio dell’azzeramento della giunta – a suo tempo esaltata quale impareggiabile concentrato di esperti – e la prospettiva di un novello raggruppamento di volenterosi a cui spetterà portare la croce fino al termine di una delle peggiori amministrazioni degli ultimi venti anni.

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Voglio premettere che il sindaco Vincenzo Ascione è una persona di tutto rispetto e degno di stima che ha deciso di interpretare un ruolo evidentemente al di sopra delle proprie competenze. Quindi nulla di personale. Probabilmente, avrà commesso l’errore di fidarsi del solito ‘cantastorie’ che, dal suo feudo, ha fatto più danni delle carestie di medievali memorie.

Le mie considerazioni derivano da un’analisi oggettiva degli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni e, più in generale, intendono acquisire a verbale i disastri a cui la comunità cittadina è stata costretta ad assistere – e a subire – in oltre due decenni di guida Pseudo Democratica, meglio nota con la sigla PD.

Torre Annunziata unica città del comprensorio che arretra

Tra i paesi del comprensorio, limitrofi e adiacenti avrebbe arringato l’indimenticato Totò, Torre Annunziata è l’unica città che arretra inesorabilmente. Così, mentre Castellammare di Stabia, Torre del Greco e Pompei si avviano verso percorsi di sviluppo, lenti ma progressivi, la nostra città vive un infinito declino senza prospettive e soprattutto senza lo straccio di una programmazione d’indirizzo.

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Non mi soffermerò sulle scellerate condizioni in cui interi quartieri della città sono stati ridotti e tantomeno sulle condizioni di totale abbandono in cui il tessuto imprenditoriale è costretto a confrontarsi quotidianamente, perché sono talmente evidenti da rendere superflua qualsiasi considerazione.

Tuttavia, non si può non evidenziare che nell’ambito di una pianificazione territoriale più ampia, Torre Annunziata è costantemente tagliata fuori da ogni circuito, penalizzata da una totale incapacità di formulare proposte organiche allo sviluppo del territorio cittadino in simbiosi con le principali città confinanti.

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C’è bisogno di una classe dirigente che sia in grado di concepire un Piano

Da ciò si può dedurre che Torre Annunziata ha bisogno di una classe dirigente che sia in grado di concepire un Piano adeguato sulla base di una prospettiva futura chiara. Non servono più i volenterosi che “sacrificano” il loro tempo per riscaldare i banchi del Consiglio Comunale oppure delle Giunte. Servono persone competenti, professionalmente testati e che sappiano articolare il linguaggio dell’Europa nelle forme più corrette così da attingere alle risorse necessarie per stimolare lo sviluppo.

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A questo proposito, una cosa dobbiamo dirla con estrema chiarezza: chi si nasconde dietro la solita scusa che non ci sono risorse per sostenere lo sviluppo mente con la consapevolezza di mentire! Le risorse ci sono, l’unica cosa che manca sono le competenze tecniche, i progetti, le idee e le capacità di accedere ai fondi disponibili!

Per questa ragione, i cittadini devono prendere coscienza della necessità di chiudere con le vecchie logiche spartitorie che a Torre Annunziata vede il PD come campione assoluto della categoria e cominciare a concentrarsi sulla qualità dei rappresentanti istituzionali, al di là delle sigle politiche. Un cambio di rotta è fondamentale e servirebbe da stimolo anche ai partiti i quali dovrebbero pensare meno alla caciara dei numeri e più alla qualità dei candidati.

E sarebbe auspicabile anche una rinascita del centrodestra, soprattutto perché una vera rappresentanza democratica si caratterizza per la presenza di una coalizione di maggioranza e di una forza politica di opposizione determinata e responsabile.

In questi anni, alla città è mancata una vera forza di opposizione la quale, per propria natura, ha il dovere di porsi come elemento di stimolo e di controllo dell’azione politica di maggioranza – ma al momento opportuno di trasformarsi essa sgtessa in forza di governo -. Il centrodestra oplontino, purtroppo, ha perso l’occasione di misurarsi con la storia recente. È tempo quindi di riprendere il cammino dell’impegno civile e politico, raccogliendo le istanze di una fetta di popolazione ancora alla finestra in attesa del giorno della liberazione.

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